Correva l’anno

Correva l'anno 2000. Era il 21 settembre e la 'povna era appena tornata da Cambridge (la sua città diletta dei soggiorni in Albione). Ci aveva trascorso un paio di mesi paradossali e splendidi, a vivere di scones, fish&chips e mele (senza mai spendere più di 5 sterline al giorno), passando le sue giornate soprattutto alla University Library, con una tesi di dottorato da finire. In mezzo, aveva trovato il modo di divertirsi moltissimo, di farsi varie domande sul futuro remoto e quello prossimo, iniziare una collaborazione lavorativa in Anglia e perdersi in molte e molte pieghe romanzesche (senza, miracoli di una trama folle, abdicare, in Italia, alle certezze della sua vita quotidiana). Atterrò nella piccola città rincretinita e con un carico di sonno, si fiondò a casa, dormì un poco (ma non a sufficienza), cambiò valigia e la mattina seguente ripartì di gran carriera alla volta della capitale. Lì aveva un giorno (e solo quello) per sistemare i documenti relativi alla consegna della tesi e alla fine del triennio, un pranzo veloce con il collega Paolantoni, e il treno la riportò la sera stessa nella piccola città. La confusione regnava sovrana nella sua testa ancora totalmente anglica, ma lei sapeva che non si poteva fermare. La domenica, infatti (il 24) cominciava ufficialmente la prima Neverland di settembre, e la 'povna, precettata a comparir tra i figuranti, non poteva mancare. Non ne aveva nessuna voglia. Aveva speso i mesi albionici a scambiarsi lunghi mail con l'amico scrittore. Mail in cui si lamentavano dell'altro mondo, e sfottevano senza pietà i tentativi (imposti) di zio Remo per creare un forzato gemellaggio tra loro e i cugini della città rossa (i nipotini di Rotowash). Eppure, lo sapevano tutti e due: a Neverland (primo atto in cui si sarebbe dovuto compiere, nelle intenzioni dei due vecchi, il famoso gemellaggio) ci si doveva andare. La 'povna si consolò pensando che, se non altro, avrebbe parlato ancora per qualche giorno solo e soltanto la sua lingua di elezione; passò la notte precedente a phonare le mutande, e la mattina dopo si fece trovare, con la rassegnazione che è la virtù dei forti, pronta al passaggio in auto dell'amico scrittore. Arrivarono dopo un viaggio di circa un'ora e mezzo, e scoprirono, nel giro di un colpo d'occhio, che si erano sbagliati. La 'povna si divertì moltissimo, imparò altrettanto, si fece prendere dal magone al momento di andarsene e in breve capì che la sua vita era cambiata.
Da quell'anno, e poi per sempre, quando arriva settembre, e il primo buio bussa alle porte della nuova stagione, la 'povna vola a Neverland, per una settimana. Da quell'anno, e poi per sempre, la 'povna si mise di puntiglio, e, insieme a Viola, lasciò che Neverland non fosse solo (non tanto) un posto ideale, a suo modo idiosincratico e bellissimo, ma anche il centro delle cose che lei fa per l'altro mondo, per scelta e per passione. Da quell'anno, e poi per sempre, a Neverland ha conosciuto amicizie preziose e buffe, e (oltre al narratario, primo incontro di quel primo anno irripetibile) a Neverland ci ha trovato, ancora e poi ancora, persone come Nanà, l'amico mostro, Ohibò.
Oggi dunque la 'povna prenderà il treno, diretta alla città della scuola. Si fermerà un momento al dopolavoro ferroviario a lasciare la valigia, lo zaino dei libri e il computer per i seminari e per la sua conferenza, la borsa dei film per il cineforum, e quella degli attrezzi teatrali. Poi andrà in classe, come se niente fosse, e farà con i 101 le sue ore di lezione. Ma all'uscita – un rapido passaggio a riprendere i bagagli – prenderà un treno diverso (che per una volta sarà anche quello della Testarda, e di Corto Maltese), nella (nota) direzione del paese-che-è-casa. Ma si fermerà prima, al capolinea (e senza cambi). Qui un'auto (con qualcuno a piacere di quei volti che così ben conosce) verrà a prendere lei insieme a molti altri. Saranno 10 km di curve, lungo una via rurale. Poi l'auto si fermerà sul breccino del parcheggio, la 'povna metterà piede nel chiostro, e la settimana a Neverland potrà finalmente cominciare.
Sarà bello come allora. Sarà folle come sempre.
La 'povna ha preso a scuola due giorni di aggiornamento; più altri tre dall'altro mondo; più il giorno libero e quello festivo domenicale. Tornerà in treno, all'alba, dopo pochissimi scampoli di sonno, valigia e tutto, direttamente il 30, nella città della scuola. Si è chiesta se prendere – visto che il 29 notte si conclude con la festa – un'ora di permesso il giovedì mattina. Poi ha deciso che anche no, e di puntare su una trama che sarà come deve essere, e di volersi fidare.
Qualche giorno fa il narratario l'ha chiamata per il racconto ormai postumo delle reciproche vacanze. E sono state chiacchiere e aggiornamenti, e battute, e gran risate, tra una e l'altra delle piccole città.
"Ti saluto, 'povna, ci vediamo il 27 direttamente a Neverland, ti chiamo quando sto per arrivare. E poi rimango…"
"Fino alla fine".
"… fino al 30".

Sceneggiatore, non ci provare.

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Informazioni su 'povna

La 'povna: corro da un mondo all'altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com
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9 risposte a Correva l’anno

  1. LaVostraProf ha detto:

    Che bel post.Eppure (e quanto mi dispiace essere ridotta a questo punto), alla fine ciò che mi ha colpita di più è stata la frase "ha preso a scuola due giorni di aggiornamento". Da noi non è possibile. Sì, lo so che ci spettano, ma non ce la fanno a sostituirmi… Ma tu sta' bene, là, e poi racconterai. Buon viaggio.

  2. LaVostraProf ha detto:

    Che bel post.Eppure (e quanto mi dispiace essere ridotta a questo punto), alla fine ciò che mi ha colpita di più è stata la frase "ha preso a scuola due giorni di aggiornamento". Da noi non è possibile. Sì, lo so che ci spettano, ma non ce la fanno a sostituirmi… Ma tu sta' bene, là, e poi racconterai. Buon viaggio.

  3. lanoisette ha detto:

    prima o poi ci vengo anch'io, a Neverland

  4. lanoisette ha detto:

    prima o poi ci vengo anch'io, a Neverland

  5. povna ha detto:

    Prof: once again, believe it or not, but this is one of those things that Barbie does with no problems at all. Non per niente è una ex sindacalista… In cambio, io la uso con juicio e (appena mi riprendo dal sonno arretrato) mi offro volontaria se c'è da fare un paio di ore di sostituzione, ma tengo a dire che i giorni mi vengono dati a prescindere dalle forme di ringraziamento che io adotto per scelta mia… I'm back now, anyway… :-(Noisette: orsù, ti aspettiamo! abbiamo già date, tema, scelte dell'anno prossimo (ci sentiamo in pvt) :-)

  6. povna ha detto:

    Prof: once again, believe it or not, but this is one of those things that Barbie does with no problems at all. Non per niente è una ex sindacalista… In cambio, io la uso con juicio e (appena mi riprendo dal sonno arretrato) mi offro volontaria se c'è da fare un paio di ore di sostituzione, ma tengo a dire che i giorni mi vengono dati a prescindere dalle forme di ringraziamento che io adotto per scelta mia… I'm back now, anyway… :-(Noisette: orsù, ti aspettiamo! abbiamo già date, tema, scelte dell'anno prossimo (ci sentiamo in pvt) :-)

  7. cautelosa ha detto:

    Fai benissimo! Bisogna sempre seguire le proprie 'spinte interiori', che aiuteranno, poi, a farci stare bene per tutto un lungo anno scolastico…

  8. cautelosa ha detto:

    Fai benissimo! Bisogna sempre seguire le proprie 'spinte interiori', che aiuteranno, poi, a farci stare bene per tutto un lungo anno scolastico…

  9. povna ha detto:

    cautelosa: infatti…! :-)

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