Luci e ombre

“Se fossi un insegnante, aspetterei il ricevimento generale con autentica impazienza” – le aveva detto Calvin – “perché sarei davvero curioso di conoscere da vicino i genitori dei miei alunni”.
E visto che la frase più lucida del giorno era stata già pronunciata alle due del pomeriggio, il resto della storia non poteva che andare giù in calando, senza dubbio alcuno.
Per la giornata di incontro generale di dicembre lo sceneggiatore quest’anno aveva pensato bene di unire due appuntamenti fino a ora ben distinti, vale a dire la tradizionale reunion con i genitori dell’Onda e lo scrutinio che, viceversa, si avvale del suo coordinamento, con i Pesci e i pagellini.
La ‘povna ha trascorso le prime due ore di ritorno di Onda in un tripudio di baci, abbracci e ricordi: “Buona sera, ‘povna”; “Ciao, carissima!”; “Ma ci pensi, sono passati cinque anni”; “Sembra ieri”. Sono sfilati così in bell’ordine la mamma di Corto e il babbo di Calvin, la mamma di Nana, quella di Peter e quella di Lupin. La ‘povna ha scambiato pareri, auguri, racconti con i genitori di Nino-non-aver-paura (detto Bietola), con la mamma di Speedy Gonzalez e quella di Gianni; e poi via, via, tutti quanti, vivendo per l’ennesima volta il privilegio di quella classe per così tanti versi eccezionale. Negli intervalli, se ne è stata nell’atrio con Calvin, che l’ha aiutata a segnare i rapporti dei Pesci in vista del suo proprio consiglio (“Mamma mia, che cimitero: c’è qualche problema, in questa classe?”; “Sì, con i colleghi”); oppure ne ha approfittato per chiacchierare un po’ con Woodstock, che le manca, eccome se le manca, da quando hanno smesso di essere direttamente colleghi.
Ma poi, purtroppo, sono suonate veloci le quattro. La ‘povna si è congedata dalla mamma di Corto con un complice scintillio degli occhi, ed ha infilato veloce la porta, dove ben altro tipo di pugna la aspettava. Consapevole che non sarebbe stato per nulla facile (e anche che non è possibile redimere né tanto né poco i piùcheretti), la ‘povna aveva preparato una strategia di possibile contenimento; e dunque, mentre lei e Mafalda prendevano posto alla cattedra, ha cominciato, melliflua e apparentemente democratica, a chiedere un giro di commenti (riservandosi così di tenere per sé, all’occorrenza, l’ultima parola). Quello che ha sentito da certe bocche, la ‘povna ha perfino vergogna a riportarlo. Eppure forse è necessario e utile, per comprendere in quale abisso può scendere la scuola italiana. Tra le perle, sono da segnalare almeno l’uscita del collega di Woodstock: “E’ una classe che manca di rispetto: perfino dei mongoloidi saprebbero comportarsi meglio”. E quella di Ordinatore – che si era segnalato, nel consiglio di classe precedente, per avere clamorosamente evitato di mettere, come sarebbe suo compito, le assenze e i ritardi (“scusate, non avevo capito come fare”): “Delle volte, pensate, dicono che non sanno fare gli esercizi solo per nascondere il fatto che non hanno voglia: sono alunni di rara doppiezza”. Ma in generale il consiglio si è segnalato per fariseismo, ipocrisia e inusitata acrimonia. Tanto che, come sempre succede in questi casi, dopo aver ascoltato questa e altre perle di saggezza, anche molti altri (‘povna inclusa) hanno dato il loro peggio. Sembravano impazzite anche Voglio-la-mamma e la Tecnologica (“stanno buoni solo se dai loro delle esercitazioni intense, ma poi te le ritrovi da correggere!”; voce fuori campo della ‘povna: “è un po’ il nostro lavoro”): per farla breve, tra le minchiate e lamentele querule del gruppo (“questa classe è terribile”; “questa classe non ci ascolta”; “questa classe lo fa apposta”) e le frecciatine da prima della classe della ‘povna, solo la collega di Snape, Mafalda e il giovane chimico di laboratorio professor Pluto (oltre a un Mickey Mouse che aveva due consigli in parallelo, arrivato suo malgrado quasi fuori tempo massimo) sono riusciti a dire qualcosa di sensato. Non parliamo poi di Max Gazzè, che si è distinto per idiozia e reiterata supponenza (anche se la ‘povna, a giudicare dai suoi tempi di reazione lenti, inizia a pensare che ci sia, più che ci faccia).
Quando infine si sono aperte le porte, il ritardo accumulato era tantissimo, e alla ‘povna (che senza Mafalda li avrebbe già mandati a cagare da parecchio praticamente tutti quanti) spettava il compito di riassumere quanto si erano detti in un discorso di efficacia. Ed è in quel momento che, pensando a come poteva cavarsela, uno spiritello maligno ha preso possesso, stabile, della sua testa. Ha tirato un bel sospiro, ha fatto accomodare tutti e poi, incurante dei sorrisetti di sufficienza dei piùcheretti schierati in fondo all’aula, con voce scandita ha cominciato a declamare. Si è rivolta direttamente a loro, Scugnizzo e Inquieta, i rappresentanti degli alunni, che la guardavano attoniti. E li ha avvolti per dieci minuti abbondanti in una requisitoria da paura. Che è sgorgata così, argomentata e attenta. Giusta e terribile. Nella quale – certo, messi in bell’italiano e omettendo gli insulti – ha riferito parola per parola, ma nello stesso tempo seduttiva e socratica, stregandoli, tutto quello che i suoi cari colleghi avevano da sbuffare. Ha dato bastone, molto. E i piùcheretti (che si aspettavano – perché non l’hanno capita, e mai la capiranno – che lei coprisse gli studenti, o fosse timida, mediante) sono rimasti molto, molto male. Perché un conto è lamentarsi da soli, a porta chiusa, al riparo delle quattro mura della sala insegnanti. Un conto è rendersi conto – oplà, quello che sempre rimproverano ai ragazzi – che le nostre parole si traducono in esplicite scelte; le scelte, in azioni.
Scugnizzo (che è stato additato come pecora nera del gruppo, e che, a parte con la ‘povna, è faticoso da comprendere e sicuramente si comporta male) aveva le lacrime agli occhi. E anche Inquieta non se lo aspettava. Ovviamente, dopo la pars destruens, la ‘povna ha offerto la sua carota di amicizia e ha rilanciato (con l’aiuto di Mickey Mouse, che aveva capito il suo gioco, e le veniva incontro) con una nuova costruzione di epica di classe, propositiva sul futuro. Quindi – cercando di slalomare con la miglior diplomazia possibile qualche banalità proposta da Voglio-la-mamma (“gli alunni sono tanti, ma è colpa della riforma: la dovete subire voi come noi”) – ha dato la parola ai ragazzi e ai genitori.
Quella, checché se ne dica, è una classe che collabora. La ‘povna in due mesi ha già parlato almeno una volta con tutte e settecentocinquanta le famiglie (e spesso anche due, tre, quattro, di fila). E quindi gli adulti hanno offerto aiuto, disponibilità, spalla. Mentre i due Pesci, basiti, ancora non riuscivano a parlare. Piano piano, però, tra un sorriso di incoraggiamento e l’altro, si solleva – sottile, ma sicura – la voce di Inquieta, come lama di coltello: “Noi lo sappiamo che spesso ci comportiamo molto male. Non sappiamo perché, ci chiedete una cosa cui non possiamo rispondere. Quello che sappiamo però è che ci sono degli insegnanti con i quali facciamo confusione, e loro ci minacciano di fare cose gravi, e poi magari le fanno anche. Eppure questo non calma le acque, anzi. E invece poi ce ne sono altri [occhiata in tralice alla 'povna] con i quali con molto meno stiamo zitti, buoni, attenti. E’ come se ci sentissero, io non so descriverlo, ma si tratta di modi di fare”.
E’ ora di passare ai colloqui individuali, ché il tempo corre. Ed è bene che le parole di Inquieta, per tutti, restino nell’aria.
Terminato il suo ruolo di Cerbero, la ‘povna si appresta a discorrere, a lungo e con pazienza, con tutte le famiglie: e può dire finalmente anche la sua di insegnante di lettere (“con me stanno buoni, ma non basta”), oltre che di coordinatore.
Quando l’ultimo babbo si alza, sono già quasi le otto. La ‘povna saluta il bidello Rodolfo mentre raccatta le masserizie sparse un po’ dovunque, domandandosi se non sia vicino il giorno in cui sarà chiamata, da certi piùcheretti, per cambiare loro pure il pannolone. Nei corridoi deserti, ben oltre l’orario di ricevimento stabilito per legge, non c’è più traccia di un solo docente.
Ma Mafalda l’ha aspettata. Fino alla fine.

About 'povna

La 'povna: corro da un mondo all'altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com
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25 risposte a Luci e ombre

  1. e tu mettili in mano a gente cosi’ i tuoi figli, per farli crescere. E come li vuoi far crescere?

  2. ziacris scrive:

    accidenti, mi viene la pelle d’oca pensando al futuro della Tata

  3. pensierini scrive:

    Grande, la pesciolina Inquieta! Ha saputo dire quello che andava detto ai suoi prof piùcheretti, Max Gazzè compreso. Speriamo che capiscano, ma dubito. Certo che i rappresentanti genitori l’hanno ascoltata, riferiranno agli altri e la voce si spargerà. E’ capitato anche a me, e ben più di una volta, di essere l’unica con cui una classe riusciva a dialogare, e i colleghi questo raramente lo sopportano. I ragazzi venivano regolarmente bastonati, senza alcun tipo di carota, fino alla maturità compresa.

  4. seya scrive:

    Che scena! A volte, rileggendo i blog tuo e di Mel, vorrei poter tornare indietro nel tempo, al mio Liceo e farmi cimice per poter sentire (o leggere nel pensiero) quello che dicevano i prof della nostra classe. Oddio, essere stata rappresentante di classe per tutti e 5 gli anni mi ha un pò fatto intuire il pensiero generale, ma queste scene in sede di scrutinio proprio non le ho mai neanche immaginate.
    Certo però che il ‘sior Direttore è stato gentile a metterti un pomeriggio di fuoco come quello appena descritto!

    Seya

  5. 'povna scrive:

    Demonio: premetto che penso che se una classe si comporta bene in una sola materia, e questa materia è italiano, per quanto io sia consapevole del potere affabulatorio insito nella materia e in me (cui piace raccontare e stregare l’uditorio: ti assicuro che ieri, dopo che gli stessi colleghi che si lamentavano del casino hanno chiacchierato per i cazzi loro durante il consiglio tutto il tempo [con la sola eccezione di Pluto, Voglio-la-mamma e Mafalda], durante la mia tirata, che mi è venuta davvero bene, erano stregati e muti come tutti loro), siccome hanno altri quattordici docenti, c’è un problema anche in loro. E però l’acrimonia progressiva che ho sentito in quel consiglio, e che dunque ha dilagato anche in gente normalmente normale, è stata impressionante. La stupidità anche (ti risparmio la scena di colui che mi ha fatto la lezioncina sulla psicologia del branco, che ho zittito – perché anche io sono simpatica – citando Massa e potere).

    ZiaCris: ripeto quel che dicevo al Demonio. Ieri alcune persone normalmente sensate sembravano aver perso la testa. Detto questo, nel mio consiglio c’è una buona parte di gente che a scuola non ci dovrebbe proprio metter piede.

    Pens: vale ciò che dicevo al Demonio anche qui come premessa. Se i Pesci stanno buoni solo con me, Houston abbiamo un problema (oltre al legittimo dubbio che sia io l’idiota). Detto questo, il menefreghismo piccino che ho sentito ieri, francamente, fa male.

    Seya: onestamente non le avrei immaginate neanche io. Ma questo si ottiene a creare dei consigli di classe disarmonici, gente che viene per un’ora a settimana scarsa, che non ha idee delle dinamiche della scuola e tutto il resto. La verità, lo ripeto, è che insegnante, come partigiano e scrittore, è parola assoluta. Se non hai tempo, cerchi un lavoro per lo stipendio, hai da fare cose più importanti, semplicemente non ti riesce, è meglio che giri al largo. Il mondo è pieno di lavori in cui non devi mettere in atto una relazione didattica autorevole con bambini e/o adolescenti, che potrai fare!

  6. azalearossa1958 scrive:

    Adesso ho capito quello che intendevi… accipicchia! E non posso che sottoscriverlo!

  7. LaVostraProf scrive:

    Et voilà! Lunedì abbraccerò i miei colleghi, che nella mezz’ora scarsa del Consiglio, hanno parlato con coscienza e preoccupazione e interesse dei vrigulti, e, nella mezz’orata con i rappresentanti, hanno cercato collaborazione e aiuto e serietà.

  8. labiondaprof scrive:

    Anche io ho avuto dei cdc allucinanti: ero arrivata, tempo fa, al punto di richiedere la presenza del dirigente, per cercare di scuotere un po’ l’andazzo generale. Per capirsi: colleghe e colleghi che parlavano amabilmente dei fatti loro, altri che erano capaci solo di offendere gli alunni e darli per persi, cioè bocciati, a novembre, altri che sembravano farsi un vanto di mettere solo dei 4.
    Poi c’è stato un parziale rinnovamento del cdc, leggasi pensionamenti e trasferimenti, e ora va un pochino meglio. Un pochino, eh…

  9. Anonimo SQ scrive:

    Della mia esperienza tragica di rappresentante di classe al Liceo Artistico di mio figlio grande ho già parlato, credo, qui o altrove. Al primo consiglio di classe della 1a, per due giornate di sciopero fatte i ragazzi furono così ferocemente e crudelmente attaccati dai docenti che io (e gli altri genitori) ne uscimmo con la chiarissima idea che qualsiasi forma di collaborazione con i docenti fosse non inutile, ma una offesa alla NOSTRA dignità.
    I quattro anni seguenti, in qualche modo, passarono.

    Nota bene : era un L.Art. con indirizzi arte e architettura, e tra noi genitori c’erano architetti professionisti, e nel mio Dipartimento più di qualche collega si interessa di restauro di opere d’arte. Si sarebbero potute “architettare” assieme cose estremamente interessanti (qualcuna ne avevo già pensata). La mancanza da parte degli insegnanti della minima coscienza sulle tecniche della comunicazione distrusse quattro anni di futuro da poter costruire: se al primo incontro mi aggredisci, mi insulti e mi offendi in quel che ho di + caro (i figli e il mio essere genitore), senza offrirmi nulla, o sei scemo, o vuoi scientemente sbattermi la porta in faccia. In ogni caso, io ti dico solo “vai a f.c.”.
    La cosa bella fu scoprire poi nei colloqui individuali che nessun insegnante, a parte una vecchia cariatide semi alzheimer pensava quello che ci avevano detto : la prevalenza del cretino (e dei vigliacchi), tanto per tornare a F & L !

    Anonimo SQ

  10. 'povna scrive:

    Azalea: ti dico, una delle esperienze più surreali e tristi della mia carriera di insegnante (e sì che poi i Pesci hanno bisogno di essere scrollati, e sicuramente si comportano male. E però, che colleghi).

    Ecco, Prof, baciali e abbracciali anche da parte mia…!

    Bionda: sì, infatti ho pensato anche io che per gli scrutini, se la situazione non migliora, chiederò l’intervento della dirigente Barbie (anche se per una volta devo dire che, anche se per un motivo di pura pigrizia, il Sommo piùcheretto vicepreside mi ha offerto degli appigli per lavorare discretamente). Intanto, oggi dai Merry Men Max Gazzè ne ha combinata una che lèvati, e dunque può darsi, visto che questa volta si è davvero ricoperto, che questo porti qualche cambiamento radicale. In ogni caso, pensare che questa è gente che forma i futuri cittadini, che pena.

    AnonimoSQ: capisco quel che dici. Come accennavo prima, la questione non è tanto se i Pesci siano o meno da sgridare molto (lo dico io: lo sono), ma il fariseismo di chi, anche a parità di travi, la prende sul personale, come se non studiassero per farci un dispetto volontario, e sottovaluta il fatto che di là ci sono adolescenti e di qua educatori…

  11. annikalorenzi scrive:

    intuisco che solo tu sappia gestire questa classe e ne deduco che tu sia molto brava ed abbia tecnica e cuore..

    o hai dei colleghi incompetenti ( voglio non soffermarmi su quel termine orrendo usato da uno dei tuoi colleghi) o la classe è davvero pesante e solo tu hai trovato una strategia.
    a volte nella scuola non si condividono strategie…noi insegnanti ci vergogniamo quasi a chiedere…sarebbe semplice in fondo…ehi..dammi qualche dritta che magari riesco a gestire la classe senza andare avanti a note e rapporti

  12. melchisedec scrive:

    Ai ragazzi bisogna avere il coraggio di dire la “verità” in diretta, anche se a parlare sono docenti che del titolo di insegnare non hanno nulla.

  13. extramamma scrive:

    Bel reportage, (“bel” non è l’aggettivo giusto ma volevo complimentarmi) e antropologicamente interessanti le cagate dei tuoi colleghi!

    Gli incontri genitori prof mi hanno sempre affascinato, nel senso che mi interessa un sacco sapere cosa pensano i prof dei genitori che incontrano.

  14. 'povna scrive:

    Annika: non parlo di me, perché non sarei buon giudice. Ma ti posso garantire che questa classe è nella media delle prime post-Gelmini, cioè sicuramente rumorosa e faticosa, ma meno di molte altre (e più di alcune). E infatti come accennavo sia la collega di Snape, sia Mafalda e Pluto hanno detto cose molto sensate. La questione è quando i colleghi se la prendono come fatto personale, per tacere delle cose più gravi. Per quanto riguarda il passarsi i metodi, sono d’accordissimo. Ma, come dicevo alla collega di Snape ieri: di XXX rapporti in quella classe, solo un professore, Mafalda, ha telefonato a casa personalmente all’alunno [che guarda un po' dopo allora con lei è stato molto più bravo], tutti gli altri hanno messo le note e poi se ne sono andati a casa perché avevano da fare cose urgenti. Lasciando che se la sbrigasse quell’idiota della collega di italiano (mentre, nota bene, nella nostra scuola chi rapporta, avverte e si relaziona con la famiglia). Dici, giustamente, e perché quell’idiota di italiano l’ha fatto? Perché se no non lo faceva nessuno, specie per i rapporti collettivi, e mo’ che aspettavi di far partire i colleghi a muoversi si era già a natale (mentre queste cose, lo sai meglio di me, vanno cavalcate e valorizzate quando succedono). Allora io sono d’accordo nel condividere i metodi, ma prima iniziamo dalle buone pratiche individuali…

    Mel: venerdì io ho prestato, per scelta, la mia voce ai colleghi, facendo un piccolo pezzo di teatro (onestamente, molto ben riuscito) per loro, per gli alunni e per le famiglie. Ha funzionato? Nell’immediato sì, nel dopo si vedrà. Ieri la collega di Snape mi diceva che con lei sono stati molto buoni. Ma ammetto che la mia risposta istintiva è stata: se per farli stare buoni c’è bisogno che quella di italiano faccia una canata al posto dei colleghi, allora è tempo che quella di italiano vada in congedo…

    Extramamma: benvenuta nel club con me e Calvin: siamo in pochi, da una parte e dall’altra, a pensarla così, e per rappresentare tutti i gruppi ci mancava giusto giusto un genitore! :-)

  15. sportelloutenti scrive:

    Mia madre e mio padre si giocavano a dadi chi doveva andare al ricevimento con i professori, sia per mio fratello che per me. Sia per non incontrare i Prof ma, soprattutto, per non incotnrare gli altri genitori. Ci sarà stato un motivo?

  16. 'povna scrive:

    Elisa cara, lo capisco. Eppure io continuo a pensare, con Calvin e Extramamma, che il ricevimento genitori sia uno dei momenti più fondamentali, appaganti, significativi della relazione scolatica…

  17. lanoisette scrive:

    non so, ‘povna… io ho avuto triplo giro di CdC e udienze nelle due scorse settimane, e soprattutto sui quello della PrimAltezzosa son molto, molto perplessa.
    frasi come “sì, ci sono dei problemi tra di loro, ma non ho nessuna intenzione di farmene carico” dette dal coordinatore, beh, ti fanno pensare.

  18. annikalorenzi scrive:

    si si con metodi intendevo pratiche…

    io lavoro con bambini piccoli quindi intendevo proprio usare la stessa tecnica anche di gestione delle famiglie..

    parlare un ‘unica lingua ecco!

  19. 'povna scrive:

    Noise: ecco vedi, tu sei fine e sei perplessa. Io sono come è noto una carrettiera e sono furibondamente incazzata.

    Annika: come concordo!

  20. rosenuovomondo scrive:

    Io ho parlato venerdì, come sai con una prof con cui ho dovuto usare armi che di solito non uso.
    Persona, docente della figliola non da quest’anno, donna pia, che mi dice che la figliola studia moltissimo ma, purtroppo, proprio solo quest’anno, non capisce. NOn capisce le sue domande quando la interroga, non capisce le sue lezioni… Ma soluzioni non ne fornisce. Ne ho suggerita una, magari sbagliata.
    Complicato per chi si prende a cuore i propri alunni come te affrontare una giornata così. Però poi la soddisfazione di aver creato una rapporto di essersi dimostrata diversa dagli altri secondo me non ha prezzo

  21. 'povna scrive:

    Cara Rose, io spero che loro non paghino un prezzo troppo alto (anche se ho visto che oggi, sul fronte colleghi impazziti ma normalmente sani, e dunque in via di rinsavimento, qualcosa si muove)

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