Integrazione

Parvati viene da un paese lontano. Ha lingua e cultura molto diverse da quelle occidentali. In famiglia sono in sei, tra fratelli e sorelle: lei vuole studiare per diventare medico. Ma spesso non è facile. A scuola, viene velata. Aveva già frequentato due anni fa, fino alla seconda, in una classe con Mafalda, Patty Albione, Voglio-la-mamma; e la professoressa Harry Potter come insegnante di italiano. Rimandata a settembre in storia, disegno e matematica, aveva fatto degli esami di riparazione ad alti e bassi e – con l’eccezione, significativa, di Mafalda – per voto di consiglio le era stata negata una controversa promozione.
Non si è fatta vedere per tutto l’anno scorso: ma adesso, ha appena compiuto diciotto anni, ha chiesto un colloquio con il vicepreside. E così, rapida di classe in classe si sparge la notizia: Parvati torna a scuola. Il suo tentativo è di recuperare almeno un anno: dunque probabilmente dopo marzo farà la rinuncia agli studi e si presenterà da privatista. Per intanto, però, è chiaro che vorrebbe togliersi di casa qualche ora, e non può che frequentare la classe che le spetta, la seconda. Ed è così che, vuoi il destino, lo sceneggiatore, una riflessione accurata, il vicepreside, Parvati si presenta, all’improvviso, sulla strada dei Merry Men.
Nei giorni scorsi, tutti loro professori normali del consiglio avevano preparato gli uomini del bosco al nuovo incontro. E oggi finalmente anche una raffreddatissima ‘povna ha potuto fare con lei la sua prima lezione.
Un giro veloce di gioco di ruolo, presentazioni, filo del discorso è sempre un ottimo modo per misurare il polso al gruppo classe, e comprendere, almeno a grandi linee, di che morte si dovrà morire.
La ‘povna – visto che loro sono imprevedibili – non sapeva, per l’appunto che cosa aspettarsi. Se Parvati fosse caduta in mezzo all’Onda, quelli avrebbero sfoderato Martin Luther King, inaugurando un seminario sui diritti civili; se le fossero toccati (poveretta) i Bufali dell’Orda, la avrebbero accolta con uno “sporca negra, làvati”, e avrebbero rimbeccato contro gli inevitabili rimproveri: “ma no, prof., è lei che puzza, non siamo noi cattivi”. I Maculati, dal canto loro, l’avrebbero circondata di affettuose zampatine tutti i giorni, sguardi incuriositi e timidi, molto rispetto e riservatissima attenzione.
“Ciaochiseicosafaiquantiannihaiperchéseiquiquantisieteinfamiglia?!” “QuantelingueparliquandoseiarrivatainItaliachecosavuoifaredagrande?!”
“Doveèiltuopaesedioriginequantoègrandetimancacelomostriquisullacartina?!”. Un coro rumoroso ha accolto Parvati con queste e altre cento domande. E la ‘povna stava quasi per alzare la voce, e dire: “state calmi!”. Ma poi ha visto Parvati sorridere da un capo del velo all’altro, divertita da tanta socievolezza ruvida. E ha lasciato che a condurre questa scombinata – eppure aggraziata – danza fosse, ancora una volta, l’intuito situazionista dei suoi amati Merry Men.

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Informazioni su 'povna

La 'povna: corro da un mondo all'altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com
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23 risposte a Integrazione

  1. margherita/delphine ha detto:

    Mi sembra che le sia andata bene! Ed il sorriso di Parvati è di una dolcezza disarmante, le auguro ogni bene

  2. impertinenti ma carini: forse era quello che ci voleva per Parvati, per sentirsi accolta dopo tali peripezie. Speriamo che ce la faccia a coronare il suo sogno di diventare medico, ed e’ gia’ un buon passo che sia ritornata a scuola

  3. azalearossa1958 ha detto:

    Spesso lasciarli liberri di agire secondo ispirazione è la medicina più efficace.
    Spesso, non sempre.
    Stavolta direi che è andata proprio bene.

  4. vnnvvvn ha detto:

    Auguro a Parvati la realizzazione di tutti i suoi desideri ma queste storie mi mettono una gran paura addosso

    • Anonimo SQ ha detto:

      Paura di che ? La diversità è bellezza !

      Anonimo SQ

    • vnnvvvn ha detto:

      Anonimo sarebbe quasi offensivo quello che hai scritto.
      Credi che abbia paura del suo velo o del colore della sua pelle?
      Ho paura che non le sia data la possibilità di realizzare i suoi sogni, sì anche dalla sua famiglia… se ci sarà da privilegiare qualcuno saranno i fratelli maschi esattamente come fino a 20-30 anni fa in Italia.

  5. laProfe ha detto:

    Mi ricorda la “nostra” Parvati, appena arrivata, intelligente ma incapace di seguire le lezioni (sbattuta in terza media per età e per legge), che ormai non viene più. Ci ha detto un amico di famiglia piuttosto disperato che questa ragazzina in chador vuole prima imparare l’italiano (dove? come?) e poi, l’anno prossimo, tornare a scuola e seguire le lezioni come tutti.
    Abbiamo telefonato, parlato, pregato, inserito, accopagnato. Niente da fare. No nsi vede più, e amen
    (sì, abbiamo avvisato i servizi sociali)

  6. annikalorenzi ha detto:

    tu sei meravigliosa nell’analizzare i tuoi gruppi classe…

    grande cosa davvero!

  7. labiondaprof ha detto:

    Bravi i Merry Men: altro che le attività di accoglienza organizzate da noi prof ;-)

  8. 'povna ha detto:

    Delphine: l’inizio è andato bene… Ora vediamo il seguito (come ricordava laBionda più sotto, oltre a tutto quello che lo sceneggiatore potrà riservarci, c’è da temere soprattutto noi prof!)

    Soleil: terribilmente impertinenti. E non in tutti i contesti avrebbe funzionato. Con lei, il cui re-ingresso è stato così seguito da tanti se, ma, percorsi e burocrazia, è servito perché ha dato una nota di estrema naturalezza (sei nuova, non ti conosciamo, vieni da un paese altro, hai abitudini diverse, noi siamo molto curiosi e ci facciamo i cazzi tuoi). Che sia tornata è ottimo, ogni giorno guadagnato è comunque una vittoria. Forse verrà anche con noi al cinema. E poi dita incrociate.

    Azalea: esattamente! Ogni tanto è tutto nelle mani del caso. E meno male che qualche volta funziona!

    Viv: non sai quanto (del resto, tra le righe l’ho scritto), anche a me.

    AnonimoSQ: credo che quello che Viv volesse dire (e che poi ha esplicitato dopo) è che in questi casi è tutto appeso a un filo (come dice Calvino nel Sentiero: “basta un punto, e ti ritrovi dall’altra parte”). E non perché qualcuno di noi abbia paura del diverso, o non lo consideri ricchezza, ma perché, banalmente, noi non bastiamo a fare lobby e opinione condivisa, almeno per ora (e i fatti di ieri mi pare che bastino e avanzino). Io stessa, che pure sono contenta della reazione dei Merry Men, non mi faccio illusioni che questo significhi avere superato ogni potenziale conflitto tra loro (perché so che cosa alcuni di loro possono fare singolarmente, e che cosa in gruppo – stranamente in questa classe gruppo è meglio). Così come sono consapevole che ci saranno dei colleghi tordi, cui sarà necessario spiegare le cose passo passo, e poi tanto in classe ci saranno loro. Così come so che, appunto, se Parvati fosse finita nell’Orda, ora staremmo a raccontare un’altra storia. E se tutto è ancora così appeso al caso, allora, io, da educatore, e da cittadino, costantemente, spero per il meglio. Ma altrettanto costantemente ho paura.

    Viv: avevo intuito che cosa volevi dire. Così come so che AnonimoSQ non voleva essere offensivo, ma ottimista!

    Prof: appunto per questo, costantemente, ho paura. E’ quello che è successo a noi due anni fa.

    Annika: la verità, sospetto, è che sono una gran pettegola e mi piace moltissimo farmi i fatti loro! ;-)

    laBionda: esattamente, mia cara!

  9. madama bavareisa ha detto:

    mi associo agli auguri….. speriamo bene…

  10. Anonimo SQ ha detto:

    @ ‘povna grazie per aver saputo, come sempre, spiegare meglio di me quel che volevo dire !

    @viv capisco, e soffro solo al pensarlo. Ma credo che si debba anche essere ottimisti, e sperare nella Divina Provvidenza (che provvede anche se lei è dell’altra confraternita).
    Ne avevo anch’io una così, in aula, quest’anno, col velo tipo suorina, e sorrideva alle mie battute (a volte anche “borderline”). Poi, mi hanno detto che ha avuto un posto liberato a medicina, ed è passata di là. Son stato contento per lei, ma mi è anche dispiaciuto, perchè credo che i miei ragazzi avrebbero potuto imparare molto, anche di loro stessi, dal confronto.
    Anch’io, sicuramente avrei imparato molte cose : una delle esperienze più belle è stata, anni fa, avere una laureanda musulmana albanese. Molto laica, ma anche molto credente, mi ha insegnato molte cose, ci siamo scambiati molte idee, e ho capito che abbiamo infinitamente molte + cose in comune che cose che ci dividono; chiamiamo solo con nome diverso cose molto simili. Comunque, sono i nostri capi religiosi che ci dividono.
    Una sera, al suo arrivederci a domani (mi aveva raccontato come vedono la fine del mondo, il Giudizio, il paradiso) dissi : “e se stanotte viene l’arcangelo ?” rispose con un sorriso disarmante: ” e allora ci vediamo di là, dove vuole che ci metta il buon Dio ?”. Bellissimo. Mi sono commosso.

    Anonimo SQ

  11. 'povna ha detto:

    Norma: fingers very very crossed.

    AnonimoSQ: sì, dal punto di vista religioso. Ma – da atea e laica (ma in questo caso credo che fosse anche il punto di vista di Viv da laica non atea) – onestamente credo che sperare non serva a niente, e che il punto di crisi sia soprattutto sociale. Non a caso lei torna da maggiorenne, non a caso tu insegni all’università dove alcune delle cose che Parvati forse inizia a provare a superare adesso sono già state superate. Non a caso è ancora in seconda e dovrebbe essere in quinta, non a caso la scuola è completamente diversa dall’università. Non a caso lei, la maggiore, deve stare in casa (tranne le ore di scuola) a badare a tutti i fratelli, non a caso lei (che pure l’avrebbe voluto, e che pure è maggiorenne) la scuola serale (che era per tutta una serie di motivi l’ipotesi più adatta) non la può frequentare. Non a caso bastava che finisse in un’altra classe e, lo ripeto, la storia sarebbe stata diversa. Non a caso la storia potrebbe ancora essere diversa, purtroppo. Non a caso, sta tutto ancora purtroppo nel caso. Tu sai che anche io sono ottimista. E però, lo dico da educatore nella scuola dell’obbligo e non dell’obbligo, non è solo l’ottimismo che ti fa fare dei passi avanti. Se la religione stesse dove deve stare (e cioè nella sfera privatissima), forse finalmente potremmo parlare di educazione civica e sociale.

  12. Anonimo SQ ha detto:

    Quel che mi dici mi addolora ancora di più, per la situazione umana della tua Parvati.
    E mi conferma che a questo mondo lo spreco incommensurabilmente + grande non è quello delle risorse o del denaro, ma degli uomini/donne che non possono esprimere le loro capacità.
    Ma perchè, porca miseria, siamo così ottusi ! Sob.
    Conto su di te, so che farai il massimo.

    Anonimo SQ

  13. 'povna ha detto:

    AnonimoSQ: sicuramente il fatto che sia tornata, anche se non completamente libera di fare ciò che vuole (niente serale, niente gite lunghe, niente autodeterminazione completa, come si diceva un tempo) dimostra che qualcosa si muove (o che lei sta tentanto di muoverlo, nei limiti di quel che può). Da questo punto di vista, l’accoglienza dei Merry Men, anche se meno raffinata di quella che sarebbe potuta essere dell’Onda, e meno affettuosa/rispettosa del vissuto personale di quella che poteva essere quella dei Maculati, ha avuto il pregio di renderla per dieci minuti aproblematica. Le si sono gettati addosso come una compagna qualunque, schietti schietti, e questo è bene.
    Per il resto, come dice (per una volta rettamente, senza il più che) il nostro Vice Preside, ogni ora che passa a scuola è una conquista. Sicuramente daremo tutti il massimo, noi che possiamo (da Max Gazzè mi basta che non rompa i coglioni), cercando di scavare in questa zona grigia di semi-libertà dai confini mobili. E poi, appunto, dita incrociate (e, come dicevamo a Hogwarts, speranza o preghiera, a seconda di ciascuno di noi, l’importante è che funzioni! ;-) )

  14. rosenuovomondo ha detto:

    Purtroppo chi viene da altri paesi spesso non segue un percorso scolastico lineare.Soprattutto le donne. L’istruzione per molti non è ancora un valore. Già dalle primarie la frequenza viene interrotta per mesi e poi ripresa impedendo così una vera integrazione.

  15. extramamma ha detto:

    Bello e incisivo come descrivi i tre atteggiamenti diversi delle classi! E Parvati ha veramente voglia di stare in mezzo al mondo, per questo sorride.

  16. laila78 ha detto:

    Tengo le dita incrociate per lei! Forza Parvati, studia e disegna al meglio il tuo futuro!

  17. Trilly ha detto:

    dai che magari è la volta buona per Parvati!!

  18. ziacris ha detto:

    I nostri primini hanno la loro Parvati, che conosce poco la nostra lingua, che il primo giorno si guardava attorno spaventata e noi adulti più spaventati di lei, ma ci hanno pensato i nostri primini ad accoglierla e a farla sentire a casa.
    Tanto di cappello ai nostri Merry Men e ai nostri primini

  19. annikalorenzi ha detto:

    allora sei una gran pettegola molto attenta all’animo umano!

  20. pensierini ha detto:

    A diciotto anni in seconda, e col dubbio se i suoi la lasceranno studiare, che fatica. Mando un abbraccio virtuale a Parvati, e ai simpatici Merry Men e alla loro attenta insegnante.

  21. 'povna ha detto:

    Rose: infatti, se pensiamo (e lo pensiamo!) che dalla scuola passi la più potente possibilità di creazione di integrazione sociale, percorsi del genere rendono sempre tutto tanto, molto difficile. Speriamo per il meglio (già ieri, per dire, Parvati non era a scuola)

    Extra(mamma): sicuramente sì, anche se è tanto, tanto dura…

    Laila: mi unisco alle dita incrociate, sperando bene!

    Trilly: mi ripeto: speriamo!

    ziacris: è la stessa purezza oltranzista di cui dicevamo a proposito di Corto, questa volta declinata da un punto di vista più immediato! e bravi anche i vostri primini!

    Annika: :-)

    Pens: che ricambia a te, di cuore!

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