A volte (telematicamente) ritornano

Di lui aveva parlato il primo anno, quando la ‘povna era appena sbarcata su Slumberland e muoveva, timida, i suoi primi passi per il blog. Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti: la ‘povna ha licenziato l’Orda verso le vette del triennio e – pur continuando con alcuni di loro a commerciare in libri, canzoni, film, discussioni di politica – come classe in sé e per sé l’ha lasciata andare (non senza un sospiro di sollievo, forte) al suo destino.
Che poi – a essere onesti fino in fondo – deve ammettere che molto probabilmente ha imparato più dal rapporto conflittuale e inaggirabile con loro tutti quanti, nel corso di quei formativi e faticosissimi due anni, che da tutto il situazionismo organico dell’Onda (o, ma questo è ovvio) dall’affetto fiducioso degli scodinzolanti Maculati. Nello stesso tempo, però, non è che lei possa passare la vita a darsi martellate sulle palle. E dunque il pensiero di non entrare in classe e trovare il sorrisetto sardonico di Steerforth l’aveva fatta stare, per un lungo periodo, solo ed esclusivamente molto bene.
Quest’anno però, complice l’attività del progetto-cinema, le cose sono cambiate in maniera repentina e (a quanto pare) irreversibile. Vuoi perché il progetto nasce da una task force di Timida, Campanellino e Testarda, vuoi perché catturati da film che tutto sommato li stuzzicano, o, più probabilmente, perché irretiti (non tutti possono essere, come Corto, obiettori di coscienza) dalla carota saporita del credito scolastico, fatto sta che una buona metà dell’Orda si è riversata di fronte al medio schermo, dichiarandosi pronta a trascorrere con la ‘povna ogni lunedì pomeriggio, settimana dopo settimana. La ‘povna prima li ha guardati perplessa, poi ha pensato: “vengono a portare rogne”, poi si è autosgridata – da sola e lungamente – per questo pensiero preventivo e stronzo e ha deciso di aspettare. Dunque si è seduta comoda, lasciando la parola (ché in queste cose raramente sbaglia) allo sceneggiatore.
Nonostante qualche traccia del loro antico essere Bufali, l’Orda, bisogna ammetterlo, se la è cavata alla grande. Non solo sono stati, tutti, sempre educati, assidui e attenti (intervenendo nei dibattiti con puntiglio e acutezza, e mostrando di ricordare, anche, che quelle cose, loro e la ‘povna, almeno in parte le avevano già fatte insieme). Ma in particolare Steerforth si è distinto per la voglia di raccontare, il tono basso e meditabondo, gli occhi limpidi: tutti dettagli che, ai tempi delle lezioni di italiano e storia nel biennio, aveva mostrato di volere ben poco frequentare. Pomeriggio dopo pomeriggio, la ‘povna ha dovuto ammettere che le conversazioni con Steerforth erano piacevoli e intelligenti, e che lei, quasi quasi, ci aveva preso gusto, e ci contava.
“Vedi mo’, che cosa bizzarra;” – si ripeteva in treno durante il viaggio di ritorno – “è bello, ma non illudiamoci: in questo modo può durare”.
Ma che i rapporti si andassero via via ammorbidendo, era ormai un dato di fatto: tanto che Steerforth si era unito alla schiera di chi la salutava, in corridoio, all’intervallo. E la ‘povna stessa era ben consapevole di non rispondergli con la consueta smorfia di prammatica, ma con un bel sorriso vero, aperto e chiaro.
Si arriva così alla vigilia delle vacanze. Quando la conferma di questo sovvertimento cosmico giunge alla ‘povna, inattesa, per via telematica. Bisogna sapere infatti che – se (una volta diventate ex alunne) la ‘povna si era trovata ad accogliere, tra i suoi contatti sullo zuckerberghiano social-network, la Testarda e tutta la brancata delle bimbe – il resto dell’Orda si era ben guardato dal richiedere, terminato il contratto, luoghi altri di connessione. Ovviamente, fino a quel giorno. Quando la ‘povna ha trovato nella sua casella la richiesta di amicizia di Steerforth. Che, dopo un moto di sorpresa inespresso – e dopo aver applicato i consueti filtri personalizzatissimi di privacy – ha accettato con un sorriso consapevole e molti complimenti (forse, pure un applauso) allo sceneggiatore.

ps. Questo post si inserisce in un dibattito sull’uso del social network più famoso del mondo (e più in generale sui rapporti tra alunni e professori) che si è sviluppato tra i suoi blog-amici tra novembre e dicembre. La ‘povna era intervenuta con dovizia, ma non ne aveva scritto personalmente, perché, fino all’exploit di Steerforth, non le pareva di avere niente in più da dire. Di seguito, riporta i link delle discussioni cui ha partecipato, e che si ricorda. Chiunque non fosse stato citato, perdoni la memoria corta (ché la vecchiaia avanza), e le lasci indicazioni nei commenti; la ‘povna provvederà ad aggiornare. Allo stesso modo, come sempre, chi ha voglia di farsi avanti, proponendo una riflessione nuova e ulteriore, è benvenuto.

Il diario di Murasaki, La scuola ai tempi di Facebook
Catepol 3.0, Amicizia prof e alunni su Facebook
Dieci minuti di intervallo, Gestisci la lista degli amici
Oglaroon, Amici come prima
Varie non eventuali, Sono una prof, non sono una santa
Il diario di Murasaki, Manuale del Perfetto Insegnante – Come convivere con Facebook
Labiondaprof, Amici? Mai

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Informazioni su 'povna

La 'povna: corro da un mondo all'altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com
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21 risposte a A volte (telematicamente) ritornano

  1. cautelosa ha detto:

    Un commento brevissimo: hai fatto bene.

    P.S. come puoi vedere dal nuovo gravatar, su wp riscrivo su cautelosa.wp…
    La stessa ‘roba’, naturalmente, che scrivo su blogspot…

  2. rosenuovomondo ha detto:

    hai fatto davvero bene…. anche la figliola ha qualche prof telematicamente connessa…

  3. annikalorenzi ha detto:

    non so inter venire in modo pertinente..ho alunni troppo piccoli. Credo che ,come ogni cosa, se gestito con intelligenza anche il rapporto via web può diventare interessante e produttivo…

    ho colleghe che hanno genitori di alunni amici su feis. onestamente non uso feis e non so se vorrei avere genitori intorno…

  4. sportelloutenti ha detto:

    Non ci vedo nulla di male nell’accettare l’amicizia di ex alunni su fb…anzi dovrebbe essere un buon segno che la chiedano
    Elisa

  5. labiondaprof ha detto:

    Certo i miei alunni hanno un’età diversa. E poi io vivo nel paesello dove insegno. Per te è diverso, fai benissimo, con le opportune cautele, che hai spiegato. Infine, il fatto che taglia la testa al toro: non sono su Facebook…:-)

  6. ildiariodimurasaki ha detto:

    Volendo c’è anche il racconto della mia esperienza dell’anno scorso:
    http://ildiariodimurasaki.blogspot.com/2011/07/la-scuola-ai-tempi-di-facebook.html
    Però WordPress si è mangiato in un boccone il mio commento, dove mi rallegravo con la ‘povna all’insegna del “Non sappiamo mai quel che abbiamo seminato, sul momento, ma col tempo a volte ci accorgiamo che abbiamo attecchito dove meno credevamo”.
    Condivido anche la perplessità di Annika: personalmente preferirei una zappa sui piedi che una richiesta di amicizia di un genitore su FB. Magari però un giorno mi ci troverò e scoprirò che è cosa buona e giusta. Chissà, come tutto in questo strano lavoro dipende dalle circostanze…

  7. vnnvvvn ha detto:

    Esulo dal contesto FB perchè quello che penso l’ho già detto però la storia di Steerforth mi ha fatto venire in mente una cosa. Sarà un commento lungo e me ne scuso in anticipo :-)

    Un considerevole numero di anni fa c’era una ragazzina uscita dalle elementari e piombata in una nuova scuola dove la prima media era costituita all’80% da ragazzini che provenivano dallo stesso posto. La ragazzina si scoprì timida, cosa che la faceva incazzare parecchio. Scoprì la corazza della strafottenza, corazza che avrebbe abbandonato solo molti anni dopo.
    C’era una giovane prof di artistica e tecnica e un odio, pensava la ragazzina, contraccambiato anche in forza della totale inettitudine della ragazzina al disegno.
    Si annoverano scene epocali della ragazzina che con un piede rotto non si alza in piedi all’ingresso in aula della prof (a scusante della prof si deve confessare che la ragazzina non disse di essersi fatta male durante l’ora di ed. fisica) e la ragazzina passò in punizione un’ora in piedi. Si annoverano negli annali la prof che riprende la ragazzina anche se assente!
    Arrivò giugno, le vacanze e i compiti delle vacanze.
    La ragazzina a settembre si presentò con i suoi scarabocchi fatti, al controllo della prof ebbe il coraggio della sfida (parliamo di seconda media) “Non è stupita che li abbia fatti?!”
    La giovane prof rispose:” spero che quest’anno partiamo con un piede diverso”
    La ragazzina non disegna bene e continua a fare scarabocchi ma quella non più giovane prof la saluta ancora molto volentieri quando le capita, troppo raramente, di incontrare (roba di una volta ogni dieci anni grazie alla vastità di Roma…) e conserva ancora gelosamente un quaderno dove ha conservato i bigliettini che avevano preso a scambiarsi in terza media.

    Fb non esisteva e internet era roba tra professori universitari e militari ma è un qualcosa che è sempre esistito, ora è solo amplificato dall’immediatezza internettiana :-D
    Fine dello sproloquio :-P

  8. LGO ha detto:

    Io resto convinta che dipende molto dall’uso che se ne fa – per me facebook resta una vetrina pubblica, certo non mi metterei a pubblicare lì le mie cose personali (ben prima di personalizzare le impostazioni di privacy, voglio dire) e quello che faccio e dico su facebook è quello che potrei fare e dire per i corridoi della scuola. E lo trovo uno strumento di condivisione con grandi potenzialità, se non fosse che invece loro, i ragazzi, spesso non si curano di quello che loro, in primis, condividono, e questo potrebbe dare luogo a situazioni imbarazzanti. Per ora è un po’ un’occasione sprecata. Ma ho degli ex studenti tra gli amici. Non tutti quelli che mi hanno chiesto l’amicizia, perché quando la scuola finisce ti puoi finalmente permettere anche di fare dei distinguo. Anzi. Alcuni dei miei ex studenti (i primi ormai hanno trent’anni o giù di lì) sono amici davvero. Persone a cui apro la mia casa, quella vera di mattoni.

  9. 'povna ha detto:

    Cautelosa: :-D grazie cara… ti dirò, so che la scelta di Steerforth non è casuale, e mi sembrava davvero una bella conclusione (non importa quanto o meno provvisoria) di una bella (reciproca) lezione.

    Rose: l’importante è avere ben chiaro che cosa si vuole da FB e essere sicuri di stare usando il mezzo, e non viceversa… e quindi che la questione non è il termine “amicizia” su FB, ma il ruolo tra insegnante e alunno che non per questo viene meno. Chiamiamoli contatti, e rendiamoci conto che si tratta solo di un modo di relazionarsi che non mette minimamente in discussione il fatto che insegnante e alunno NON sono amici!

    Annika: ho avuto pochissime richieste di genitori e, se possibile, hanno opzioni di privacy ancora più chiuse degli stessi alunni!

    Elisa: da parte di Steerforth (e se pure mediata, è ovvio, dall’avvicinamento filmico) è stato sicuramente significativo!

    Bionda: per me (come dice anche Murasaki) è la replica della piazza: non conta dove sono, ma soprattutto, come tu ben dici da te, che tenga sempre presente quale è il tipo di relazione tra adulti e ragazzi, prof e alunni, che *non* possono essere amici.

    Murasaki: grazie! ora vengo a leggere e aggiorno l’elenco! Hai visto Steerforth, che sorpresa?! E sono d’accordo, è così raro vedere i frutti di qualcosa che si è gettato tempo prima! Sui genitori, capisco. Per ora me lo ha chiesto solo la mamma di Rotondo, che ho accettato con impostazioni di privacy ancora più strette di quelle degli ex alunni (loro possono vedere che lavoro faccio, i genitori no). Lasciando sempre aperti messaggi e chat. Risultato? Lei non lo usa mai (a conferma di quanto dice LGO che il problema dell’uso di FB è tanto degli adulti quanto dei ragazzi), invece ogni tanto mi chatta Rotondina, la sorellina di Rotondo (9 anni) dall’account della mamma per chiedermi se “Rotty” si sta comportando bene a scuola…! (Poi c’è il caso della mamma di Corto che non mi ha tra gli amici su FB e lo ha tematizzato: “Perché vedi, ‘povna, quello è lo spazio attraverso il quale ti contatta Corto e lo prenderebbe come una invasione del suo spazio e né tu né io potremmo parlarci come vorremmo. Dunque ci sentiamo per mail!” – ma questi sono casi meravigliosi e particolari).

    Viv: “La giovane prof rispose:” spero che quest’anno partiamo con un piede diverso”” : spero non volesse dire che mo’ ti spezzava il successivo! ;-) Scherzi a parte, era proprio il senso del mio apologo, in cui la questione sarebbe stata lo stesso se Steerforth invece che aggiungermi su FB mi avesse scritto. Ma la questione è questa: non avrebbe potuto dare un messaggio altrettanto chiaro e nello stesso tempo non impegnativo senza FB. Che quindi usato con consapevolezza serve. Ed è (anche) questo che fa meditare…

    LGO: sai che sono d’accordo. anche perché, appunto, tu puoi blindarti ma se non fai le controprove del caso puoi sempre essere fottuto dagli amici degli amici (infatti io gli amici che aprono il muro agli sconosciuti prima li avverto, poi li privatizzo ulteriormente). Si tratta della questione della consapevolezza del mezzo, credo… Sugli ex-alunni, anche io mi riservo di scegliere, e anche io ho alunni che mi hanno invitato alla loro discussione di laurea, che vanno quasi per i 30 anni. Ma qui si entra in un caso altro ancora, che è quello della normale evoluzione dei rapporti umani.

  10. seya ha detto:

    Non me la sento molto di intervenire nel dibattito facebook con alunni sì/no perchè non sono un’insegnante e da alunna non mi sogno manco morta di chiedere l’amicizia a qualche prof (che poi, quelli universitari non ce l’hanno perchè troppo anziani per “tutta ‘sta tecnologia” e quelli del liceo sono ormai relegati nel cassetto dei bei ricordi), comunque devo dire che mi piace che sia evidente e positiva la crescita della tua ex classe, e dell’elemento in particolare. E rassicurante.

    Seya

  11. lagaiaceliaca ha detto:

    il primo anno che insegnavo ho accettato, DOPO la fine della scuola e DOPO che da quella scuola me n’ero andata, l’amicizia agli allievi con cui sentivo un particolare feeling, e in realtà mi fa piacere sapere delle loro vite, un po’ voyeuristicamente come se fossi una vecchia zia vagamente impicciona ma bonaria. mi piace vederli crescere, e provo per loro qualcosa che somiglia ad affetto.
    adesso non concederei mai l’amicizia a un allievo attuale. già fatico a mantenere le distanze, ci mancherebbe solo FB ad accorciarle! poi ci sono tutti i fatti miei, che vorrei restassero tali, e non ho voglia di smazzarmi gruppi e sottogruppi con diversi livelli di privacy. la mia bacheca è chiusissima verso l’esterno (spero!) ed apertissima verso tutti gli amici, che leggono tutti indistintamente tutto. meno stress.

    con tutto ciò mi piace quello che scrivi di steerforth.
    vuol dire (non li scrivi ma si capisce lo stesso) che se si semina bene di solito qualcosa si lascia, e poi nasce.

  12. pensierini ha detto:

    Come sono contenta per te. Ho anch’io ex-studenti che ormai sono vecchi amici, è un piacere seguirli per le vie della vita e vederli crescere.

  13. Linda ha detto:

    Te la dico come mi viene: ma un po’ di pace, quando? Certo, pur se con le dovute cautele, nonostante la reciproca soddisfazione e gli scambi proficui per entrambe le parti… mi chiedo solo: quand’è che un professore può rilassarsi? Lo dico da madre di un 18enne sempre su FB, che sa tutto di tutti, anche dei suoi prof e lo dico da orsa che ha bisogno di spazio per respirare e che fb soffocherebbe sicuramente.

    Un piacere, comunque, leggere post così. :) Un saluto, Linda

  14. Non posso commentare nel merito, ma non mi sarebbe mai venuto in mente nemmeno di telefonare ai miei insegnanti e nemmeno a quelli dei miei figli! Sono cambiati i tempi o sono stata sfortunata io?

  15. 'povna ha detto:

    Noise: non me lo aspettavo, devo dire!

    Seya: sai, secondo me la morale della favola (confermata anche da questa favola) è che – posto che hai ben presente la qualità specifica della relazione alunno/prof, il resto è puro mezzo, e l’importante è usarlo (o non usarlo) con consapevolezza, tutto qui!).

    Collega: ma infatti comunque anche io accetto solo ex-alunni! Per il resto, come sai io le impostazioni di privacy le uso moltissimo, ma, a parte questo, quando ti chiami ‘povna e sei stata la coordinatrice provinciale e trasversale di due campagne politiche nazionali, il tuo nome e il tuo cellulare è in ogni sito, forum, volantini e in soprammercato fai un altro lavoro con più pagine ufficiali che squadernao il tuo CV ovunque, diciamo che il problema degli alunni per me è assai più quello di google che il mio wal blindatissimo di FB! Su Steerforth che dire? inatteso!

    Pens: è una bella cosa. Detto questo, non credo che io e Steerforth avremo mai un rapporto così intenso. Ma quello che è successo è significativo, e secondo me è anche interessante che senza FB non sarebbe potuto accadere in questi termini lievi!

    Linda: Sai, secondo me la rete da questo punto di vista è molto poco invasiva (tu mi scrivi, ma sta a me scegliere quando risponderti, e posso sempre dire che ho letto solo ora!). Le mie impostazioni di privacy (che, lo ripeto, sono personalizzate per ciascuno dei miei contatti) per gli alunni comunque hanno come elemento generale comune la chiusura totale di Wall, foto, lista amici, gruppi etc. Diventa solo un mezzo per sentirsi modello chat più immediato del mail. E nessuno per ora ne ha mai abusato…

    Delphine: direi entrambe. I tempi sono cambiati, ma per esempio io alla mia prof. di latino e greco, se pure con juicio, potevo telefonare!

  16. ildiariodimurasaki ha detto:

    Dimenticavo: per quanto ne so, oggi FB è vietato sotto i 13 anni, anche se qualcuno si iscrive qualche settimana prima. Anche i primini di FB che ho conosciuto erano ripetenti, cioè legittimi

    • 'povna ha detto:

      Sì, anche io sapevo così: ma ciò significa che almeno in teoria non possono iscriversi prima della seconda media, alcuni della terza, no?!

  17. ildiariodimurasaki ha detto:

    Infatti di solito si iscrivono in seconda o all’inizio della terza (salvo qualche primino ripetente)

  18. Pingback: Alla rovescia | Slumberland

  19. Pingback: Steerforth, ancora | Slumberland

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