Lo scrutinio dei Pesci – il cui consiglio di classe comprende, purtroppo (e le differenze sono in peggio), quasi tutti gli insegnanti dei Merry Men – si è tenuto ieri pomeriggio, risolvendosi (contro ogni previsione) in maniera tutto sommato intelligente, rapida e indolore. Alla ‘povna piacerebbe, e molto, poter scrivere che questo è avvenuto grazie a un improvviso rinsavire dell’intero corpo docente, ma la verità, brutale e un po’ prosaica, è che l’andamento di (relativa) calma va tutto ascritto a una annunciata neve.
E così a lei, novella Kutuzov, non è restato che giocare di rimessa e – tanto le cose che le premevano di più le aveva già discusse (a lungo) con Pluto e soprattutto con Mafalda – mantenere (entro un certo limite: è ovvio) i toni volutamente bassi, confidando che la maggior parte della gente le avrebbe detto di sì per chiudere nel minor tempo: aggrappandosi, in una parola, all’alleato gelo.
Come risultato, quella classe – che, solo due mesi prima, nelle parole in libertà che erano volate tra tutti, sembrava uscita dalle Malebolge (e, no, per chi se lo chiede, giustamente: in questo tempo non sono poi cambiati molto, anzi) – ha riportato una varietà notevole di voti di condotta (con un 5, correttissimo; un po’ di 6 e di 7; qualche 8 e ben due 9). Non solo: si è potuto soprassedere anche sulle note ad minchiam (per par condicio, infatti, Max Gazzè si era esibito anche con loro), sono spariti gli insulti gratuiti e l’incapacità decisa di far pace col cervello. Perché i piùcheretti, a parte un po’ di moderata discussione sul comportamento, avevano solo fretta di mettersi sulla strada del ritorno, e dunque – mentre Pluto, Mafalda (che pur febbricitante era comunque la più calma) e un poco anche la ‘povna si dedicavano alacremente a compilare le scartoffie – si sono messi a chiacchierare, lasciando fare tutto a loro. Pluto si è prodigato, come sempre, in perizia informatica; le lettere da spedire a casa le ha compilate tutte Mafalda; una, irrituale, l’aveva scritta preventivamente la ‘povna, che (ovviamente) ha composto anche i discorsi generali sulla classe e sul gruppo, senza che nessuno dei moltissimi altri (con l’eccezione del collega di Woodstock, a controllare che venisse correttamente [le ha detto: "brava!"; "grazie"] verbalizzato il suo commento) si sognasse di puntare gli occhi verso loro tre che lavoravano, aspettando i sospirati moduli da firmare con destrezza, per potersi allontanare poi al volo.
Alla ‘povna tutto questo non fa piacere, ovvio. E non pensa nemmeno che sia giusto. Però per questa volta ha deciso, superando il suo connaturato piccolomaestrismo, che era meglio girare la testa dall’altra parte, portare a casa il risultato, un po’ kutuzovianamente, e poi tacere. E pazienza se nessuno dei colleghi che, come lei, avevano messo un meritato 3 in pagella alla Shampista era arrivato in consiglio con le motivazioni richieste e le strategie di recupero (così come ricordato la settimana scorsa, da delibera di collegio); e pazienza se la ‘povna ha dovuto, quindi, far copiare il suo proprio compitino a tutti quanti (ché tanto è abituata a lasciare i suoi quaderni a libro aperto dalla prima elementare); e pazienza se in questo modo coloro che hanno avuto il 3 in pagella si sono trovati la fotocopia di un improvvisato giudizio, scritto a penna, su carta di stampante bianca. E non perché la ‘povna pensi che le motivazioni debbano essere date a minchia e le strategie di recupero “rimandate” – con le parole che ha suggerito lei stessa (e che doveva fare?) agli scriventi – “a un successivo momento” (quale?); e, anzi, le sembra fortemente ingiusto che gli alunni gravissimamente insufficienti si debbano accontentare di un pensiero frettoloso, elaborato così, tra il lusco e il brusco, e solo per evitare una dirigenziale reprimenda. Ma perché quello che ha perso lei lo guadagnano gli alunni. Così – anche se si sente un poco in colpa, per non essere stata più incisiva e intransigente (e, come sempre, triste, molto triste, per le sorti della scuola) – al momento di consegnare l’attesissima pagella, potrà guardarli seriamente in faccia; e iniziare a lavorare, finalmente (e si spera senza intoppi), sull’epica di classe, con parole rigorose, ma mescolate di speranza che siano solo e tanto autentiche. Senza essere costretta (come accadde nello squallido consiglio di dicembre) a prestare la sua voce rauca, come un asettico megafono, a colleghi distratti che non sanno usar la loro.
Chi sono
Io sono la ‘povna: corro da un mondo all’altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com.
-
Commenti recenti
- paluca66 su Poteri magici
- lagaiaceliaca su Poteri magici
- ildiariodimurasaki su Poteri magici
- rosenuovomondo su Poteri magici
- soleil / mammaoggilavora su Poteri magici
- pensierini su Poteri magici
- soleil / mammaoggilavora su 2 giugno
- La Teacher Chia (@LaTeacherChia) su Poteri magici
- ellegio su Poteri magici
- vnnvvvn su Poteri magici
Archivi
- giugno 2012
- maggio 2012
- aprile 2012
- marzo 2012
- febbraio 2012
- gennaio 2012
- dicembre 2011
- novembre 2011
- ottobre 2011
- settembre 2011
- agosto 2011
- luglio 2011
- giugno 2011
- maggio 2011
- aprile 2011
- marzo 2011
- febbraio 2011
- gennaio 2011
- dicembre 2010
- novembre 2010
- ottobre 2010
- settembre 2010
- agosto 2010
- luglio 2010
- giugno 2010
- maggio 2010
- aprile 2010
- marzo 2010
- febbraio 2010
- gennaio 2010
- dicembre 2009
- agosto 2009
- giugno 2009
- maggio 2009
- marzo 2009
Categorie
Blogroll
- A maggese
- Alidada
- école
- bianco nero o grigio
- Cautelosa
- Cazzeggio Libero
- Che tempo che fa
- Critica liberale
- Demonio Pellegrino
- desian
- Dieci minuti di intervallo
- Era un uomo così antipatico…
- essenzialmente inutile e assolutamente innocente
- Extra(mamma)
- Fahrenheit
- Francesca in cucina
- Free Will Astrology
- guardaitreni
- Il Blog dell'Alligatore
- Il Caffè della Peppina
- Il cielo di Linda
- Il diario di Murasaki
- Il Fromboliere Entusiasta
- Il Mondo di Cì
- Il salotto di Milady
- Internazionale
- Italia laica – Giornale dei laici italiani
- Jonathan Coe's Official Web Site
- La Gaia Celiaca
- La mondina delle parole
- labionda
- layoginisottospirito
- le nebbie di avalon 2.0
- Mamma oggi lavora
- Mens Sana
- minnelisapolis
- My side of the lake
- nonsolomamma
- oglaroon
- paluca66
- pensierini
- Pillole di Follia
- Profumo di mamma
- rosenuovomondo
- Rotten Tomatoes
- Scuola e Costituzione
- Sempre un po' a disagio
- SensiBlandi
- Senza complessi
- shylock
- Spinoza. Un blog serissimo
- Sportelloutenti
- Storie di temporanea emigrazione
- The Butler Domain
- Trenitalia
- varie non eventuali

Meta
-
Articoli recenti
Preterizione
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, comunicatelo all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. Non sono responsabile per i commenti terzi inseriti nei post, così come per il contenuto di siti e blog eventualmente segnalati. Nel rispetto del diritto di opinione di tutti, libertà implica responsabilità (individuale).Tag
amarcord amici vicini calvin corto maltese dalmati estate faciòchedevi farewell gita il paese-che-è-casa impegno italietta laltro mondo la testarda letteratura letteratura - articoli libri maculati merrymen mondiali nana narratario neverland nord oggicucinoio ohibò onda orda oz pesci piccola città piùcheretti politica primavera profonceprofever romance sceneggiatore storie treno vacanze viola vitadablogger vita da scuola vitadascuola welcome






Beh, si sa che la neve è un po’ magica. Approfitta, approfitta!!! Ho come l’impressione che avrai altre occasioni per epiche incazzature!
Si presentano con tre in pagella senza alcuna idea o proposta di come effettuare il recupero? Ma che tipi. :-<
Grazie neve, allora, se un Consiglio di classe importante come quello dello scrutinio quadrimestrale si è potuto svolgere in modo civile e senza intemperanze verbali di colleghi un po’ così, pur con quella superficialità di chi è il primo a non compiere fino in fondo il proprio dovere.
beh, da molti colleghi, l’impegno di chi vive seriamente il proprio lavoro è visto quasi come un atto dovuto. L’importante, per loro, è potersene stare tranquilli (ma prontissimi a criticare…)
E sulla ‘gratitudine’
In compenso, il tre che ho visto sulla pagella insanguinata da altre insufficienze del mio rettissimo figlio è sicuramente frutto di un consiglio fatto prima del grande gelo e senza fretta. Con strategie di recupero, si capisce.
Sob.
io continuo a sentirmi a casa, qui. ma non a mio agio; triste, per le sorti della scuola. (e senza un fiocco di neve)
Aliceland: la neve è un po’ magica come effetto, anche se per quanto mi riguarda mi sta bene dove sta, cioè non nelle città e nelle strade di percorrenza… quanto al resto, ne sono certa anche io: la prossima settimana già si annuncia bella tosta, ahimé…
Pens: una doverosa premessa (perché come sai penso che le generalizzazioni, ancorché vere, come in questo caso, siano sempre pericolose). La Shampista ha fatto un numero altissimo di assenze, così tante che il motivo del 3 è effettivamente auto-evidente all’occhio, e probabilmente questo possono anche aver pensato coloro che hanno messo solo a lei 3 in pagella. Alcuni però (segnatamente, Max Gazzè e Fanglia) lo hanno messo non a lei (o non solo a lei). E dunque…
Ciò detto, ciò non toglie che: a) la cosa era stata ricordata in collegio due settimana fa esatte, dunque la prossima volta che io sento qualunque collega lamentarsi che gli alunni non ascoltano o che copiano i compiti dall’unico che li ha fatti, arrivo lì e gli mangio il cuore crudo; b) ciò che a noi può sembrare ovvio, tipo i 3 causati dalle assenze, lo può non essere per la famiglia (anzi: è molto probabile, per l’appunto visto il numero di assenze), dunque a maggior ragione è bene scrivere e spiegare; c) siccome Barbie al collegio si è comunque raccomandata in linea generale di non dare al biennio meno di 4 in pagella (tranne motivate eccezioni con piano di recupero, appunto), si può fare come Mafalda, Pluto (che peraltro il piano di recupero ce l’hanno) e tanti altri, seguire la delibera alla lettera (che è pure più corretto) e salvare così elegantemente la capra della legalità e il cavolo della propria autonomia professionale; d) in realtà, mentre il pomeriggio prima ero seduta alla scrivania a preparare le mie motivazioni e i miei piani di recupero mi sono resa conto una volta di più di quanto sia importante, perché pensavo di avere le idee chiare su che cosa fare, e mi sono resa conto che, ma guarda!, idee nuove e possibilità altre ti vengono in mente meglio quando sei a casa tua, magari con una tazza di tè accanto, i piedi nei calzini, seduta come ti pare, che non quando sei in una aula di prefabbricato, di fretta, con una grande confusione intorno e l’ansia legittima che comincia a nevicare e non riesci più a tornare a casa (in altre parole: costringere a fare questo da parte di Barbie non è solo un modo per non avere i 3 in pagella, ma anche un tentativo di costringere a fermarsi e dedicare alla scuola un tempo diverso come qualità a casa); e) (e ultimo) che se puoi scrivere sul tuo foglio che le strategie di recupero le consegni in un secondo momento, allora puoi forse pensare di scrivere anche le motivazioni, in un secondo momento, magari a casa, magari con calma (e si ritorna al punto d)! )
Cautelosa: ecco cara, Max Gazzè, purtroppo, è proprio così…
Linda: coraggio cara, per la mia esperienza di solito nel secondo quadrimestre iniziano a prendere coscienza: fammi sapere se hai bisogno di consigli o di nocchini!
GG: Se ti consola, cara GG, sono reduce da due ore in cui, invece di andare come programmato al cinema, mi ha chiamato la collega di Snape per dirmi che oggi Max Gazzè ha messo un rapporto grave a uno dei Pesci (ovviamente, Giacomo, colui cui ha dato 3). E via, si riparte: chiama la mamma di Giacomo (alla quale Max Gazzè ovviamente non aveva telefonato, come avrebbe dovuto invece fare), pensa alle strategie, rifletti, cerca di mediare, di spiegare, di… Mentre, con i tuoi soldi, con i miei soldi, e con i soldi di tutti coloro che pagano le tasse Max Gazzè prende uno stipendio, da settembre a giugno, senza che sia possibile cacciarlo dalle patrie scuole.
E poi sì, certo, come no. Le tutele. (Ma di chi?!)
Alla svogliatezza pare che non ci sia rimedio. Sigh.
P.S. Dei colleghi, s’intende, quella dei ragazzi passa non appena maturano un po’.
Tutta la mia solidarietà. E sei stata bravissima.
Capisco l’ira, capisco il tapparsi il naso per portar a casa il risultato scrivendo da sé le cose che altri dovrebbero scrivere e porgendole per firmarle. M’è capitato in altri ambiti purtroppo, e sistematicamente in ambito sindacale (sono stata rappresentante per qualche anno, illusa che il mio contributo fosse una sorta di servizio civile per far filar lisce le cose e scrivere accordi ragionevoli, soprattutto davanti a una Direzione che ci marciava sulla tradizione orale, manco fossero aedi e cantori dell’Iliade; mi son dimessa quando ho capito che la segreteria locale talvolta spalleggiava i peggio fancazzisti, e quelli che indipendentemente dalla qualità del loro lavoro cercavano di mungere e spillare quattrini extra all’azienda, ma questa è un’altra storia….)
Il fatto che voi abbiate (tu abbia) scritto delle motivazioni e delle strategie di recupero è favoloso, la possibile via di redenzione dal tre perpetuo… non sono molto pratica di superiori e non so se ora sia pratica comune, lo trovo davvero lodevole perché ai miei tempi del liceo l’insufficienza secca veniva vissuta come una iattura, un immotivato accanimento del destino.
Tristezza per il funzionamento dietro le quinte che descrivi e’ parola giusta. Comunque il contare sulla voglia dei propri nemici di fare in fretta ed andare a casa e’ strategicamente una mossa azzeccata. Soprattuo se ad usarla e’ uno/a che normalmente e’ anche disposto a tirar tardi per fare le cose bene.
Pens: svogliatezza, o nel migliore dei casi confusione varia. O comunque l’abitudine a pensare la scuola al pomeriggio (sia essa a casa o tra le mura scolastiche) come un di più. Ecco perché gli inglesi danno ai docenti un orario di servizio dalle 9 alle 17: aiuta, anche materialmente, a far capire che le ore in cui devi essere impegnato quotidianamente non finiscono con quelle in aula, a scuola.
Soleil: Max Gazzè se la è presa di punta anche con me, dunque più mi faccio sottile, più (spero) che lui non se la rifaccia sui ragazzi. Purtroppo è servito a poco: come raccontavo a Pensierini, oggi siamo già punto e a capo. Ha messo 3 a Giacomo? Ieri mi ha trattato da cameriera dicendomi: “e fammi il piacere di dire ai genitori di Giacomo di venire a parlare con me”? Ho risposto in maniera ferma (ho pur sempre detto che ho mantenuto una “relativa” calma)? Bene. Oggi rapporto a Giacomo e minaccia di sospensione. Ti pare che abbia chiamato a casa come richiesto? O che abbia chiamato me (sono il coordinatore) come richiesto? Ovviamente no.
E si ricomincia. Ma lunedì, approfittando del consiglio di istituto, vedo Barbie. E, beh. Credo che chiederò consiglio perché non so come andare avanti. E, con l’occasione, le mostrerò un paio di cosine.
Quello che scrivi sul sindacato purtroppo non mi stupisce, e non è bello. Sullo scrivere da sé, preciso che io ero tenuta a scriverne parte, poiché sono il coordinatore. E anche Mafalda, che è segretario. Però, come dire, nel consiglio dei Merry Men né io né Mafalda eravamo niente, ma sia io sia lei abbiamo lavorato. E poi appunto è un atteggiamento generale: basterebbe essere interessati, occupare il tempo chiedendosi reciprocamente come vanno nelle varie materie, chiarimenti. Ma ovviamente era difficile, perché metà consiglio era occupato a scrivere le sue motivazioni per i 3 (copiando i miei fogli) e l’altra metà faceva altro, o si preparava a quello successivo.
A maggese: infatti, è solo triste. Anche perché – come dicevo alla collega di Snape al telefono – per tutta una serie di motivi, come è come non è, alla fine Max Gazzè ieri si è sentito nella norma, e io e Mafalda (che abbiamo fatto solo il nostro dovere) quelle “strane”. Ed è chiaro che così, più o meno volontariamente, è tutto sempre più difficile. Sempre. (Sulla strategia concordo: ma infatti saper far capitare le cose, avere una idea di che cosa si vuole e dove si vuole andare, e nello stesso tempo cercare di cogliere al volo una situazione sono caratteri che nell’insegnamento servono: di solito in classe, per instaurare un bel rapporto, rigorosamente comprensivo, con gli alunni. Ultimamente con i colleghi).
Sapere cogliere le opportunità richiede una mente accorta, ma lasciare che le circostanze si dispongano in modo spontaneo quando questo modo è quello che secondo noi è il più valido richiede una grande saggezza, IMHO: la volontà di intervenire a tutti i costi, mettendo il “nostro” marchio su un esito, è sempre forte e spesso sortisce l’effetto contrario scatenando l’istinto alla contraddizione dei colleghi. Non intervenendo si lascia che le cose prendano spontaneamente il corso dovuto. Dopo qualche anno di insegnamento (o di lavoro in ufficio: le meccaniche tra colleghi son proprio le stesse) si impara che quello su cui strepitano di più nei corridoi non è affatto quel che più viene ritenuto inopportuno o da correggere – spesso è semplice sfogo per far sbollire la contrarietà momentanea. Per le persone che abitualmente parlano e criticano solo e soltanto di ciò che gli sembra meritevole di discussione o di critica è una lezione dura e difficile da imparare, paradossalmente.
Per quel che riguarda motivazioni e strategie di recupero, credo che il principale ostacolo sia nel gergo volutamente astruso. Nel caso di un cinque, motivazioni e strategie di recuero possono essere difficlili da mettere a fuoco – lì c’è un allievo che spesso si è bloccato per questioni complesse.Ma col tre… E’ facilissimo far passare un tre a quattro, se c’è il tre la motivazione è, di solito, “egli/ella non fa una sega” e la prima strategia è “prestare un orecchio anche distratto alle spiiegazioni in classe (e dunque esserci, in classe) e aprire il libro guardandolo con un minimo di attenzione”. Di solito si spera sempre che qualche anima buona sappia redigere in insegnantese la ricetta giusta, e si è ben lieti di copiare.
Alle medie questo lavoro non si fa, di solito. A Hogsmeade però c’era la sana abitudine di scrivere, per tutti i voti alzati dal consiglio, un paio di righe di motivazioni e consigli, di solito redatti perché i genitori si decidessero a prendere atto del problema. La necessità di essere brevi e chiari ci facilitava molto, ricordo ^__^
Da tutto questo discorso dunque risulta che Max Gazzé viene ritenuto “normale” o “accettabile” da buona parte dei colleghi. E temo proprio che sia così, nonostante le lamentele in corridoio…
Murasaki: ti avevo scritto una lunga risposta ma poi si è cancellata mentre facevo distrattamente refresh parlando al telefono con la collega di Snape che si lamentava perché non dico che lei aveva detto a Mafalda se aveva bisogno di aiuto (@collega di Snape: ok, ora l’ho detto!
).
Più brevemente, solo per una spiegazione sulla questione delle motivazioni. Io non penso che il problema sia prendere spunto, o anche copiare, da quello che ho scritto. Lo trovo normale scambio tra colleghi. (Io e Mafalda per esempio ci scambiamo spesso opinioni varie, e se lei da un lato mi insegna a essere più calma e a non prendersela troppo, io per esempio faccio consulenza informatica; e anche per questo scrutinio molti giudizi li abbiamo discussi insieme, come è normale, con grande utile per entrambe). Quello che ho trovato inopportuno è stato il tempo, il luogo (cioè nel momento esatto degli scrutini, a scuola), che ne ha determinato inevitabilmente la motivazione. Perché poi alla fine il risultato è che dei ragazzi si parla pochissimo. E, come dici tu, Max Gazzè è ritenuto (o finisce anche per sembrare ritenuto) normale o accettabile dalla maggior parte dei colleghi.
(Però io non scrivo in insegnantese, proprio no: di solito parlo di situazionismo, immaginario e costruzione dell’epica di classe. Anche nei verbali)
Noi scriviamo le strategie di recupero non solo per i casi gravi (4) , ma anche per i casi meno gravi (5), però è tutto un copia e incolla da formule di rito, magari banali, però approvate un po’ da tutti. Dove sono coordinatore mi oppongo al copia e incolla e cerco di far personalizzare almeno quelle tre righe per ogni alunno…cioè io propongo e i colleghi approvano, ben felici che il lavoro lo abbia già fatto io…
La neve… la neve fa miracoli! O no? O.o
Bionda: è sicuramente difficile, ogni tanto, uscire dal copia/incolla (anche perché le formule all’origine volevano dire qualcosa di significativo). Da noi le strategie di recupero collettive si scrivono sul verbale (e di solito a me piace metterci bocca!), e poi c’è questa cosa delle strategie singole che ciascuno deve pensare. A casa io sto più comoda, e quindi preferisco (specie da quando ci sono i tabelloni online) farmeli al pc in serenità magari seduta a gambe incrociate sulla mia sedia; però penso che anche scriverle, o discuterne, tutti insieme al consiglio vada bene uguale. L’importante è avere un momento dedicato in cui si parla di questi benedetti ragazzi senza fretta. Che poi è la ragione (i ragazzi) per cui esistono gli insegnanti. Quello che è successo da noi venerdì non è stato esattamente questo. Ma – viste anche le vicende di sabato – ho fatto quello che mi hai raccontato l’altra volta: sono andata dritta dritta dalla preside, e le ho spiegato che mi sentivo inadeguata. Max Gazzè voleva vedere la dirigente? Si accomodi, credo di avergliene data l’occasione.
Laila: direi di no, visto ciò che è successo sabato…
Mah, non mi lamenterò più del capo o dei colleghi. Come ti ho detto in un altro commento, da noi gli scrutini si fanno con il Capo presente (e infatti si cerca di risolvere tutte le questioni in sospeso tra noi, nella riunione appena precedente, in modo da andare allo scrutinio preparati sui voti, sul perché e sul percome). Dopodiché, capita anche che, in scrutinio, si sollevi qualche questione, ma c’è, appunto ilCapo che prende in mano la situazione, e se qualche collega fa tanto di domportarsi in modalità “citrullo”, lui si ferma, lo guarda e poi dice: “Si spieghi, professore. Mi sta dicendo che ha dato 3 a questo alunno e non ha fatto nessun tentativo di recupero?”. Poi anche qui cala il gelo (metaforico e reale), e il collega citrullo rientra (anche se alcuni non sprofondano come dovrebbero).
Ripeto, gli scrutini fatti così come racconti (a compilare carte) li facciamo soltanto durante gli esami, perché abbiam poco tempo prima di metter fuori i cartelloni e, soprattutto, perché abbiamo già fatto -prima- gli scrutini seri, quelli nei quali ti puoi anche scannare per un sei, un sette o un cinque, ma almeno riesci a parlare dei ragazzi.
Ma il preside vostro, dov’è?
La nostra preside è preside in tutto di 6 scuole, di ogni ordine e grado (dalla materna alle superiori). Ma, soprattutto, alle superiori non ci sono i prescrutini e non usa che il preside passi a tutti gli scrutini (ti dico solo che per farli tutti noi abbiamo cominciato il 25 gennaio e abbiamo finito ieri, mettendone svariati in parallelo. Forse te lo avevo già accennato: la preside passa a quelli asteriscati, cioè che sono potenzialmente pericolosi. Però lascia indicazioni chiare, e normalmente basterebbe seguire il buon senso o avere un minimo di voglia di fare. Ma, soprattutto, lo scrutinio a compilare carte l’ho voluto fare io, questa volta. Perché parlare in questo consiglio ingenera percorsi pericolosi.
Pingback: Con i nostri riflessi migliori | Slumberland