La ‘povna ha l’abitudine di ricordarsi (fin troppo) date e avvenimenti. Talmente bene che ha imparato a dimenticare, qualche volta, perché non è facile, esistenzialmente, vivere ogni giorno dell’anno come una sequenza infinita di pluri-anniversari.
Però questo carattere vale anche per la politica, e le consente di avere una dote piuttosto rara in questo campo, al giorno d’oggi (specie se si parla di Italia). Così, da quando ha iniziato a interessarsi attivamente alla cosa pubblica, si è fatta un dovere di ricordarsi tutto (e di prendere, nel caso, doverosi appunti in previsione del futuro). Ricorda i primi manifesti cripto-berlusconiani (“Fozza Itaia” – bambino su cielo azzurro) nella Milano-(non più)-da-bere; ricorda Diego Masi; ricorda Marcello Pera quando era giustizialista; ricorda il Montanelli pentito della Voce (e dunque anche Travaglio); ricorda i girotondi conquistati da Elio Veltri; ricorda l’offerta di un ministero a Di Pietro da parte del primo governo Berlusconi. Ricorda Rutelli quando era radicale (come Pera, peraltro); ricorda la Sbarbati quando diceva di essere anticlericale, sempre; e poi quando fu tra i primi firmatari della proposta di legge sugli insegnanti di religione; ricorda gli occhi pallati di Occhetto di fronte alle domande di Fuccillo; e la “gioiosa macchina da guerra”; e le lotte interne tra Bertinotti e Garavini. Ricorda, va detto, anche cose più recenti: le elezioni del 2001 (e le parole, tristi – come lui direbbe, di Moretti); e quelle del 2006, e Turigliatto, e le colpe di Mastella. E poi la tornata del 2008 (quella in cui ha rischiato pure lei di esserci), che ha portato a questo Parlamento, quando scese in campo il PD di Veltroni. E ricorda bene, al tempo, il mantra ossessivo del “ma anche”; e la proposta di candidatura, a stretto giro di posta, a Boccuzzi, Colaninno e Ichino. E ricorda anche le fasi di una campagna condotta sul filo del compromesso, e – orrore degli orrori – ricorda pure questo video.
Furono queste ragioni, insieme a molte altre (delle quali non mette ora far conto), che spinsero la ‘povna (che, pure, se lo era chiesto a lungo) a non votare il PD (così come non aveva mai fatto – il PCI purtroppo non ha potuto, per sopraggiunta giovinezza), pur senza certezze, perché la situazione era a rischio. E per questo dibattendo con Viola (con la quale condivide molto, ma soprattutto la consapevolezza laica che ci sono occasioni in cui non ci sono scelte a priori ‘giuste’ – e se è per questo nemmeno in un ‘a posteriori’ a breve tempo) la loro serie di motivazioni. Andò a finire che la ‘povna votò ancora una volta il cartello delle “sinistre radicali” (cosiddette), mentre Viola decise per un voto più di establishment, entrambe per le stesse (e condivisissime) ragioni. Di fronte, infatti, alla probabile vittoria della destra, Viola provava a puntare sulla rimonta; la ‘povna sulla presenza in Parlamento di una vera opposizione.
Andò come andò; e non è questo che importa. Ma alla ‘povna è rivenuto in mente questo pomeriggio, ascoltando l’intervista dell’Annunziata a Veltroni. E non perché il sostegno senza se né ma del Bobby Kennedy de’ noantri al governo Monti la stupisca. Anzi. Perché a lei – che la politica la segue con costanza (e appunto, grazia o maledizione, si ricorda) – sembra che quello che propone l’attuale governo tecnico sia grosso modo (probabilmente con più senso civico e una assai maggiore competenza) quello che proponeva goffamente proprio Walter, in quella campagna elettorale.
E dunque lei, che quella linea non votò (e non voterebbe), non cessa di stupirsi quando sente – nelle discussioni al bar, agli aperitivi, in treno, nelle passeggiate del sole che ritorna – quei suoi amici e conoscenti (che invece credevano, e fortemente o comunque con convinzione sufficiente, nel nuovo progetto del partito democratico) criticare con tanta feroce continuità il governo Monti. E non perché lei non abbia di che essere perplessa (anzi). Ma, (appunto) a lei che non votò scelte del genere nemmeno la prima volta, sembra abbastanza chiaro considerare il presidente del consiglio e tutti gli altri come un esempio (di altissima preparazione e livello) di ciò in cui non crede come progetto politico (altra cosa è la visione, compiutamente laica, di “servizio” e “cosa pubblica”). Ma trova più bizzarro il perdurare delle critiche, ossessive e a tutto campo, da chi aveva scelto – e sono passati solo quattro anni – di unirsi, per mille ragioni (e tutte, sia chiaro, ben più che legittime), al coro del “si può fare”.
Chi sono
Io sono la ‘povna: corro da un mondo all’altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com.
-
Commenti recenti
- paluca66 su Poteri magici
- lagaiaceliaca su Poteri magici
- ildiariodimurasaki su Poteri magici
- rosenuovomondo su Poteri magici
- soleil / mammaoggilavora su Poteri magici
- pensierini su Poteri magici
- soleil / mammaoggilavora su 2 giugno
- La Teacher Chia (@LaTeacherChia) su Poteri magici
- ellegio su Poteri magici
- vnnvvvn su Poteri magici
Archivi
- giugno 2012
- maggio 2012
- aprile 2012
- marzo 2012
- febbraio 2012
- gennaio 2012
- dicembre 2011
- novembre 2011
- ottobre 2011
- settembre 2011
- agosto 2011
- luglio 2011
- giugno 2011
- maggio 2011
- aprile 2011
- marzo 2011
- febbraio 2011
- gennaio 2011
- dicembre 2010
- novembre 2010
- ottobre 2010
- settembre 2010
- agosto 2010
- luglio 2010
- giugno 2010
- maggio 2010
- aprile 2010
- marzo 2010
- febbraio 2010
- gennaio 2010
- dicembre 2009
- agosto 2009
- giugno 2009
- maggio 2009
- marzo 2009
Categorie
Blogroll
- A maggese
- Alidada
- école
- bianco nero o grigio
- Cautelosa
- Cazzeggio Libero
- Che tempo che fa
- Critica liberale
- Demonio Pellegrino
- desian
- Dieci minuti di intervallo
- Era un uomo così antipatico…
- essenzialmente inutile e assolutamente innocente
- Extra(mamma)
- Fahrenheit
- Francesca in cucina
- Free Will Astrology
- guardaitreni
- Il Blog dell'Alligatore
- Il Caffè della Peppina
- Il cielo di Linda
- Il diario di Murasaki
- Il Fromboliere Entusiasta
- Il Mondo di Cì
- Il salotto di Milady
- Internazionale
- Italia laica – Giornale dei laici italiani
- Jonathan Coe's Official Web Site
- La Gaia Celiaca
- La mondina delle parole
- labionda
- layoginisottospirito
- le nebbie di avalon 2.0
- Mamma oggi lavora
- Mens Sana
- minnelisapolis
- My side of the lake
- nonsolomamma
- oglaroon
- paluca66
- pensierini
- Pillole di Follia
- Profumo di mamma
- rosenuovomondo
- Rotten Tomatoes
- Scuola e Costituzione
- Sempre un po' a disagio
- SensiBlandi
- Senza complessi
- shylock
- Spinoza. Un blog serissimo
- Sportelloutenti
- Storie di temporanea emigrazione
- The Butler Domain
- Trenitalia
- varie non eventuali

Meta
-
Articoli recenti
Preterizione
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, comunicatelo all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. Non sono responsabile per i commenti terzi inseriti nei post, così come per il contenuto di siti e blog eventualmente segnalati. Nel rispetto del diritto di opinione di tutti, libertà implica responsabilità (individuale).Tag
amarcord amici vicini calvin corto maltese dalmati estate faciòchedevi farewell gita il paese-che-è-casa impegno italietta laltro mondo la testarda letteratura letteratura - articoli libri maculati merrymen mondiali nana narratario neverland nord oggicucinoio ohibò onda orda oz pesci piccola città piùcheretti politica primavera profonceprofever romance sceneggiatore storie treno vacanze viola vitadablogger vita da scuola vitadascuola welcome






Caspita che analisi dettagliata e precisa. Io non sono dotata nè di cotanta memoria (pazienza) nè, al momento, di tanto fervore per la politica (purtroppo). Sono cose che spesso sento molto più grandi di me, che mi infervorano e mi indignano ma di cui onestamente capisco poco. So a chi mi sento più vicina come idee ma ad analizzare e capire le strategie proprio non sono in grado.
Concordo sia sul punto preciso sia sull’importanza del ricordare. Quelli che si ricordano – pochi – sono sempre considerati dei gran rompicoglioni da chi ha interesse a non ricordare. Che una cosa e’ il legittimo diritto a cambiare idea, altra cosa e’ o avere la faccia come il culo e sostenere/avversare certe cose solo per tornaconto, oppure essere dementi e seguire solo le direttive dei capi. Tertium non datur.
Io godo di buona memoria, il che non è sempre un vantaggio, soprattutto quando torti subiti (veri o vissuti come tali) ti tornano alla mente a distanza…. decennale e diversi dei momenti da te citati mi sono ben chiari in mente. Sulle critiche, talora feroci, al governo Monti direi che quasi sempre prevale il ‘particulare’, anche tra i passati sostenitori del ‘si può fare’. E se, ad esempio, capisco la delusione e lo sconcerto di chi si è trovato oltremodo penalizzato dalla nuova normativa sulle pensioni, capisco anche che, ahimè, le strade percorribili non erano molte.
Quello che non riesco ad accettare è il diffuso qualunquismo dei ‘sono tutti uguali’ e del ‘quando sono al potere pensano tutti alla propria bottega’, che amalgama il mondo politico in un orrendo e indigesto pastone. Io credo ancora, o mi illudo di credere, in una differenza tra la sinistra e il mondo di SB e continuo a domandarmi come faccia tanta gente a prendere ancor oggi per buone certe parole e certe facce. Probabilmente perché pochissimi hanno una ‘buona’ memoria… Spesso, è più comodo e più facile dimenticare.
Sono andata un po’ a ruota libera… I’m sorry!
Io sono un po’ più vecchiotta e il “Glorioso Partito” l’ho votato, quando esisteva. E dopo ho votato di tutto a sinistra. Ma non stiamoci a raccontare storie: Monti è lì a fare il gioco sporco che i partiti ora esistenti non avrebbero mai potuto o voluto fare. Lo scopo è quello di cercare di salvare il proprio bacino elettorare…e già solo per aver avallato una scelta del genere, i nostri partiti non hanno dimostrato di avere una gran coraggio. Poi che non si potesse fare altrimenti, è un altro paio di maniche
Elisa
Condivido questa tua ottima analisi. D’altra parte se, nella mia regione, gli elettori hanno votato quest’uomo , ex Margherita, vicinissimo a Rutelli, ex president dandy-radical-chic della Grande Provincia, e lo hanno eletto segretario regionale del PD, vuol dire che si criticano tanto le scelte governative ma si ritorna a votare perfettamente in linea con il governo.
[E io, che nella Grande Provincia ci lavoro e che di costui ho conosciuto tattiche, bugie e staff-cura-immagine, sono senza parole.].
Scusami se esulo dall’argomento per un attimo, ma mi potresti dire che fumetto è quello nell’head? Mi incuriosisce molto..
Per quanto riguarda la questione inerente ai facili umori e la corta memoria degli italiani, ragazza mia, non ci si può lottare: farlo ti porterebbe a divenire agli occhi di molti una pedante ragazzina, situazione che imbarazza sempre un po’ tutti e me personalmente, dato che, anche dove cede la memoria storica, ha la meglio la ricerca di informazioni e approfondimento che non tutti apprezzano.
Malgrado questo, però, devo confessarti che mi è sempre difficile incontrare una linea di continuità Veltroni-Monti, seppur alcune similitudini di alcune proposte (e mi viene banalmente in mente l’idea di far proseguire le liberazioni iniziate da Bersani sotto Prodi); probabilmente questo sentore è dato anche dall’accenno alla necessità di misure drastiche in vista di una crisi che nei primi mesi del 2008 non era ancora scoppiata, ma era già in bocca a una sinistra democratica portata alla retorica elettorale del Grande Pericolo. Confrontandola con il negazionismo di destra, è facile ricordare come si additassero all’epoca come ora problemi e soluzioni evangeliche di contro.
Ma il modo di ricercare queste soluzioni non mi appare proprio il medesimo, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro in questi giorni oggetto di discussione.
Detto questo, I’m PD mi divertì parecchio.
Le decisioni spiacevoli non piacciono a nessuno pur nell’assoluta certezza che siano inevitabili.
E’ per questo che le hanno scaricate sui tecnici che non devono preoccuparsi di conservare il bacino elettorale.
Che poi è il motivo per il quale i verdi carnevalisti sono all’opposizione…
Già. Solo che, se le misure drastiche le propone “uno di noi” come Veltroni, vanno per forza accettate, se le propone un “professore” e come tale “uno di loro”, un privilegiato, uno della “casta”, vanno respinte. Il povero Monti e il suo team. come dicono quasi tutti i tuoi commentatori, si trova a pagare un conto che non merita, dovendosi caricare sulle spalle l’impopolarità che i partiti non vogliono accollarsi. Il quale Monti però, è ancora un po’ timido con le caste intoccabili vere: dovrebbe essere meno accondiscendente con le lobby sulle liberalizzazioni e sull’ICI al Vaticano, e allora sì, che sarebbe pienamente di mio gusto!
Dono infausto e crudele è la mente, cantavano i crociati di Verdi, dove “mente” stava per memoria. E tutto quel che ricordi tu lo ricordo anch’io, e anche tante altre cose, e interrogativi analoghi ai tuoi perplimono pure me che pure, a suo tempo, ho fatto la scelta di Viola per motivi assai simili. E confesso in sovrappiù che le varie decine di milioni di elettori perennemente smemorati che da tempo abboccano come carpe (per carità, di sicuro abbocco anch’io, ma non certo per mancanza di memoria) e sostengono tutto e il contrario di tutto e quel che c’è in mezzo a questi due tutto nella stessa settimana, mi cominciano seriamente a stare sui nervi.
Fosforo al potere!
Mammozza: il senso di una pratica politica fa parte di me come il sangue (non ti nego che la consapevolezza che volevo ‘militare’ nel mio paese è stata tra le ragioni che mi hanno spinto a tornare in Italia). Il ricordare è una maledizione, però in storia (e) politica aiuta. Non a non cambiare idea; non a essere coerenti (aggettivo abusato), ma ad avere gli occhi accesi; a essere consapevoli perlomeno sì!
A maggese: esattamente. Infatti in questo caso la cosa che mi perplime non è né l’aver scelto di votare o meno PD (non solo, nello specifico, come ho detto nella prima parte del post, credo che chi a quelle elezioni si orientasse a votare a sinistra potesse decidere di seguire una linea presentata con abbastanza chiarezza per milioni di motivi; non solo [appunto] ne ho discusso anche io con Viola entrambe senza nessuna presunzione [altro problema dell'elettorato italiano, va detto, specie a sinistra, e lo dico con dispiacere e autocritica] di avere né la verità rivelata, né che fare una cosa diversa connotasse chi ci stava di fronte moralmente; ma anche penso che mai come in questi casi la storia recente si fa facendosi, e dunque davvero è non solo legittimo ma doveroso sapere che non si saprà a priori se si è fatta la cosa migliore), né, come tu dici, l’aver cambiato idea. Ma il vuoto di memoria che ti fa dimenticare che aver chiamato Ichino candidato (o Colaninno), ma anche se vuoi la cosiddetta ‘agenda Giavazzi’, (chissà quanti se la ricordano?) (cioè il nucleo duro economico di Prodi 2006) non sono altro che quanto riproposto ora. E va bene cambiare idea; va bene tutto. Ma meravigliarsi che Veltroni sia contento se qualcuno viene a realizzare, molto meglio di lui, quello che lui aveva proposto. Beh, mi pare quanto meno bizzarro, diciamo così.
Cautelosa: altro che ruota libera, cara. Hai svolto esattamente la parte implicita nel mio ragionamento…
Elisa: concordo abbastanza (ma senza troppe sfumature dietrologiche). Il che mi riporta però alla questione delle scelte che non sono giuste a priori (quasi nulla in politica lo è, a meno appunto di non fare qualunquismo e dietrologia). Esempio terra terra. Se le elezioni 2008 fossero andate diversamente e il mio voto non mi avesse reso extra-parlamentare, ora SEL direbbe a tutto campo quel che dice del governo Monti? Io credo non con gli stessi toni. Il che porta a dire che sia stata una fortuna, alla fin fine, non essere parlamentari. Ma chissà, se fossero stati parlamentari, forse non saremmo arrivati alla storia come l’abbiamo conosciuta. E così via. La politica è prassi ad alto livello civico e laicità di metodo. Ed è questo che molti sembrano dimenticare.
Linda: come dimenticare Gasbarra!
Certo che ricordo, ricordo eccome…Esattamente. Ma tanto la memoria dell’elettore medio dura al massimo un’estate…
LaNoiosetta: per il fumetto, ti mando qui e qui. Sul resto, troppo facile sarebbe rispondere che la continuità (segnalata da Ichino 2008 e Giavazzi 2006, io c’ero, io ricordo) è appunto nelle stesse scelte di Walter, ora come allora. Sulle misure drastiche (io c’ero, io ricordo), veramente io ricordo bene l’austerity irrisa di Padoa Schioppa e Visco che dicevano che non eravamo tranquilli, e che il rischio erano default e spread (si parla di 2006/2007). La linea di Veltroni era una linea di moderatismo borghese, con apertura a un mercato liberal in senso soft (cioè appunto la linea di Ichino, del gruppo della Voce etc). La stessa linea, lo stesso parametro economico di riferimento del governo attuale. Il parallelo Veltroni-Monti sull’effettivo modo di gestire le cose non si può vedere, perché nel 2008 Veltroni perse. I’m PD fu semplicemente scandaloso.
Sull’essere pedante ragazzina, fortunatamente ho passato da tempo quell’età, e dunque posso essere una dignitosa partecipante politica che tutto archivia e tutto ricorda. La via della carta argento dovrà pure cominciare!
Viv: concordo specie sull’analisi della Lega. Per il resto, quoto quanto detto a Elisa. Anche se quello che mi stupisce, lo ripeto, è la memoria corta di un elettorato che finge di non sapere che nel 2008 ha votato in massa (mettendo la sinistra critica fuori dal parlamento) per un partito che dichiarava pubblicamente di seguire la linea economica di Ichino (cioè, liberismo temperato alla governo attuale).
Pens: e come ti sbagli, cara. Condivido in pieno. (Anche la parte su lobby e Vaticano ça va sans dire!)
Murasaki: come ci capita quasi sempre, ultimamente, risottoscrivo anche le tue parole. Con la precisazione (vedi quanto scrivevo ad A maggese) che anche se io non ho fatto la scelta di Viola, l’avrei potuta fare. Proprio perché credo che memoria e consapevolezza storica e politica siano più importanti di esami del sangue, presunzioni di essere sempre nel giusto, qualunquismi e dietrologie.
sarò sintetica perché scrivere con la sola mano sinistra è una capacità che devo ancora sviluppare… Bella analisi, ‘povna. La penso come Cautelosa, soprattutto riguardo al constatare quante posizioni sono mosse da interessi di parte.
Confesso di avere anche idee confuse, e a volte temporalmente contraddittorie. So solo che M. ci ha trattenuti dal precipitare, in qualche modo, come ci avrebbe fatto invece B.
Poi so anche che 17 anni di follia populista, con intervalli di ricostruzione (ma anche di tragiche lotte intestine, baffino di ferro docet) che han solo messo qualche pezza, non son facili da recuperare. Gli è che si sarebbe dovuto dire chiaramente, dopo il ’92/94, che eravamo messi poco meglio del ’45, e che ci si sarebbe dovuti tutti rimboccare le maniche per una seconda ricostruzione, morale e materiale del paese. Avevo 36 anni, ero nel pieno delle forze, l’avrei presa con impegno (e molti altri della mia generazione).
Invece ci fu chi promise il nuovo miracolo, con le parole e lo stile di vita: gli ingenui abboccarono, i furbi si associarono al comitato di affari, ed eccoci qui, with “The man who shagged an entire country”. {Curiosamente, furono proprio i giovani a decretare la vittoria di SB (tutti di destra: ne avevo uno in tesi che faceva l’obiezione di coscienza, ed era del Fronte della Gioventù, per dire la coerenza; ne testimonia la diversa composizione delle maggioranze tra camera e senato)}
Questo per dire solo che, stando così le cose, bisogna anche sapersi accontentare, e non cavillare troppo. La sottigliezza “teologica”, ai tempi della vanga, conta poco, secondo me. Meglio MM, con tutti i difetti, che altri. Per il resto, siamo un paese disgraziato : per diventare come la Germania o l’ Inghilterra ci mancano 56 milioni di tedeschi o inglesi. Purtroppo, abbiamo solo gli italianuzzi.
Anonimo SQ
Forse se smettessimo di piangerci addosso sarebbe meglio, non mi sento iialianuzza e non mi cambio con un’inglese o una tedesca
I grandi paesi si sono autoaggregati (vedi Germania) dopo avere avuto una sufficiente unità linguistica e culturale.
Noi no, se ancora a 150 anni ci dividiamo in Nord e Sud e Centro…
Anonimo SQ
Soleil: nell’ordine: ti chiedo come stai, ti ringrazio e mi accodo nuovamente alla concordia con te e Cautelosa (ché il particulare sia esso stesso incentivo alla smemoratezza?!)
AnonimoSQ: e meno male avere le idee poco chiare, era appunto uno dei sensi del mio post (in politica, che è alta prassi, c’è un metodo laico, dei principi giusti e poi in nome di quelli molte azioni che non sono e non possono essere giuste a priori, e nemmeno nel a posteriori vicino!)
Viv: effettivamente, mal ti vedrei con la Berliner Schnauze o con l’accento dello Yorkshire!
bene, ho una buona partita di antidolorifici
ora sto imparando a vivere con la sola mano sinistra disponibile, sono una donna che accetta le sfide
Io invece amaramente ammetto di aver votato PD, sperando nella rimonta palesemente fallita. Un voto che mi è pesato e mi pesa ancora, perchè non mi piace, perchè è solo antiberlusconismo nient’altro. Sul governo attuale… mi sembra la montagna che partorisce il topolino… un topolino letteralmente schiacciato, dalla disuguaglianza sociale, che sempre di più, le forze politiche fanno finta di non vedere.
Ritornando al PD, io sono convinta che sparirà, basti vedere le ultime elezioni regionali e comunali. Dove ha vinto il PD? Ha vinto SEL, Idv piuttosto.
AnonimoSQ: però la storia della Germania è un poco più complessa…
Soleil: coraggio, allora, e per la nuova sfida e perché il dolore smetta presto. E un grande abbraccio.
Laila: devo dire che l’IDV (io c’ero, io ricordo) mi ha fatto, mi fa e mi farà sempre più paura di qualsiasi Partito democratico, con o senza Veltroni…
anch’io ricordo tutto ciò, i primi manifesti virali di forza italia ad esempio, che campeggiavano ovunque in una visione della politica come marketing della quale non ci siamo più liberati.
ricordo anche altro. ad esempio non potrò mai perdonare a uòlter, alle stesse elezioni del 2008, candidò dopo colaninno pure massimo calearo, presidente nonché superfalco di federmeccanica, che infatti rapidamente convolò a giustissime nozze con il pdl, peccato l’avessimo eletto NOI.
e dico NOI anche se in quelle elezioni votai anch’io come te, perché per me esisteva la sinistra, ed era un qualcosa dalle mille declinazioni, ma con un corpo solo. e adesso non è più così.
sono un po’ più vecchia di te, e ho pure potuto votare, alle elezioni, addirittura enrico berlinguer alle europee dell’84, il mio primo voto, e pure, ed è il voto più convinto che ho dato nella mia vita, luigi pintor come indipendente di sinistra nell’87.
e ora che ormai il mio sguardo guarda avanti con la malinconia di chi vede il futuro solo nei propri figli, che ormai la propria vita se l’è giocata, sento sempre più mio, politicamente, l’ultimo editoriale di pintor, e il suo pessimismo della ragione ormai abbandonato dall’ottimismo della volontà
ma in tutto questo non capisco perché ti stupisci. tutto cambia. soprattutto le idee politiche delle persone. non è che rinneghino, è che hanno cambiato idea. magari non te lo dicono, ma l’hanno cambiata.
monti è per me l’apoteosi del concetto di “rospo”. almeno, forse, è una persona preparata, come dici tu. soprattutto ci ha permesso di liberarci di berlusconi (che so bene che non è una tua priorità ma per me lo è stata eccome). ma il suo progetto non sarà mai il mio. anche se forse ci ha, almeno per ora, salvato la pelle.
di uòlter non parlerei più, se non per ricordare la sua indimenticabile iniziativa come direttore de l’unità, la raccolta delle figurine dei calciatori
Collega: se parliamo delle iniziative dell’Unità, parliamo anche di quei meravigliosi libri di collane di nicchia bellissime (e ora introvabili come gli Einaudi tradotti da scrittori) e i film (che sono passati più velocemente perché Dvd killed video star, ma questo Veltroni non lo poteva sapere…). E questo conferma un mio vecchio discorso (dello zio Marx) e cioè da ciascuno secondo le sue capacità/possibilità. Veltroni è stato un ottimo giornalista (non politica, ma del costume come forma di pratica socio-politica): quello doveva fare. E sarebbe stato molto bene!
Sul resto, rapidamente: Pintor mi è sempre piaciuto molto (ricordo il suo ultimo pamphlet, molto bello), lui, come il fratello suo (però sia l’uno che l’altro erano della razza odiata da Fortini, non dimentichiamolo!
).
Calearo, ricordo, ricordo eccome…
Concordo sul noi, era il senso del mio post.
Sul cambiare idea: ma io, come dicevo ad A maggese, non sono contro il cambiare idea e non è proprio nelle mie corde pensare a qualcuno nei termini di “rinnegare” (e cosa, del resto: come dicevo, penso che sia politicamente, ma esistenzialmente e socialmente molto pericoloso pensare davvero di essere sicuri a priori di star facendo la cosa giusta nell’almeno l’85% dei casi della vita). La questione è che, secondo me, chi critica questo governo e ‘rimpiange’ (in senso molto ampio) Veltroni non ha cambiato idea, è solo in contraddizione con se stesso. Dimentica, finge di…, oppure parla per ideologia (magari quella che ricordavano Cautelosa e Soleil, anche in buona fede, anche convinto che magari no, del proprio particulare).
Su Berlusconi, lo sai: non ho mai parlato di priorità. Ho parlato sempre del fatto che – se si fosse innescato un circolo virtuoso che non avesse la piazza (Loreto, non delle manifestazioni!) come suo obiettivo – il resto sarebbe venuto da sé e meglio. (Come ci ricordava oggi il Prof.Storico venuto a fare lezione ai Merry Men per Scuola e Democrazia, è sempre pericoloso affidarsi, o creare, un capro espiatorio, fosse pure Adolf Hitler, perché lui va, ma i problemi sono sempre lì).
Su Monti, infine, cito: “E non perché lei non abbia di che essere perplessa (anzi). Ma, (appunto) a lei che non votò scelte del genere nemmeno la prima volta, sembra abbastanza chiaro considerare il presidente del consiglio e tutti gli altri come un esempio (di altissima preparazione e livello) di ciò in cui non crede come progetto politico (altra cosa è la visione, compiutamente laica, di “servizio” e “cosa pubblica”)” – l’ho scritto io!
@povna
Sì, conosco la complessità. In una frase volevo dire (ora ne uso un paio) che il sentimento di essere tedeschi è stato sempre forte tra i “parlanti tedesco” (togliamo gli austriaci), ben prima dell’unità politica.
Mio padre, che la guerra l’ha fatta, raccontava che spesso la parola + associata al nome di Hitler dai soldati della Wehrmacht che ha conosciuto era l’equivalente dello “shit” inglese. Dicevano : “Noi non combattiamo per quella m… di Hitler, ma per la Grande Germania”. Questo, per me , la dice lunga sulla “civiltà” tedesca, compresa la paura che, anche dopo due batoste in 40 anni, non siamo in fondo cambiati troppo : come diceva la tua amica parigina, ‘”Io sono contraria ad un’ Europa tedesca” ?
Anonimo SQ
Credo – come dicevo – che la storia della Germania sia un poco più complessa. Ma questo ci porta lontano da questo post!
Lo so, povna. Il guaio è che non è accademia (o provette o spettri).
E’ la nostra vita, e ci prendono in mezzo.
Ciao !
anch’io non votai per il PD, seppur inizialmente il progetto politico veltroniano avesse suscitato in me qualche attesa. poi lo andai a sentire in “comizio” e cambiai idea: Walter ha davvero poco carisma e, sebbene il berlusconismo ci abbia un po’ traviati in materia di leader carismatici, ho pensato che un tizio così non avrebbe mai potuto vincere. e poi fu la volta della madia, dei colaninno, del vogliamo essere liberali ma anche eredi di una grande tradizione… insomma, Walter avrebbe davvero fatto bene a partire per l’Africa!
AnonimoSQ: come dicevo, ci porta lontano da questo post. Et d.h.s.
Shylock: ma infatti io concordo con te sul fatto che era (ed è, sempre) assolutamente plausibile interrogarsi su che cosa fare (proprio perché politica è prassi, e il moralismo ontologico fa quasi altrettanti danni del qualunquismo!). E concorso anche sul resto, va da sé!
io avanzo una piccola ipotesi: credo abbia molto senso interrogarsi sul fatto che i riferimenti del PD debbano essere la socialdemocrazia o il liberalismo di sinistra. Per alcuni non è un dibattito appassionante, ma dietro a quelle etichette ci sono visioni del mondo, idee, progetti, linfa per la (vera) politica. Suona solo molto stonato che a farlo siano quegli stessi (Veltroni, D’Alema e compagnia cantando) che prima son stati comunisti, poi forse socialdemocratici, poi liberali e adesso non si sa. E’ un dibattito che va affrontato da generazioni diverse da quelle immerse nel partito da 40 anni!
Assolutamente d’accordo su tutto. E sul dibattito in sé (un dibattito che sfugge ai più, peraltro), sia sulla questione generazionale. E finché non usciremo da questo loop poca strada faremo, mi pare… (la laicità come metodo, ancora una volta…)