Reload

Quando ha abbandonato definitivamente via dei Matti, lasciando in giro un’occhiata circolare alle pareti vuote, la cosa che le ha fatto più impressione non è stata la lunga teoria dei ricordi – ombre, immagini e spettri di quindici anni di se stessa che si accanivano sui muri. Né è stato pensare ai volti di coloro che in quella casa ci erano passati, in maniera cursoria, o invece pure stabile: Linus, il Marinaio con gli occhi chiari, l’Amico Mostro, l’Acchiappanumeri, Ohibò, Tabata con Darling, Zivago, l’Anziana di Ginevra e lo Storico Saggio quando scendevano giù dal loro esilio nordico il primo anno di insegnamento, ancora senza casa. Non ha pensato ai tempi in cui nella piccola città vivevano ancora Ciri con El Mamo, o Alexia con Monica e Tonica, e a tutte le volte che via dei Matti è stata il centro propulsivo – dai mondiali al referendum – di qualcosa.
Non ha pensato nemmeno alle conversazioni col narratario fuori dalla finestra, un’estate fa soltanto che sembrano passati cento anni, e la ‘povna si lamentava che la sua vita era sempre lì, statica e ferma, ancora appesa fuori dalla stanza, per parlare al cellulare. Non ha pensato alla Tuta Bianca, a Nastenka e ai pranzi con gli alunni (e alle prime volte che tornava da scuola, dieci anni fa).
Tutto questo – per quanto essenziale, e inciso a fuoco sulla pelle – le è venuto in mente solo dopo, adesso. Quando – il gas attivato e la cucina e la lavatrice funzionanti – riemerge dal mare di scatole, riceve le visite di persona o telefoniche, inizia a prendersi, lentamente, le misure. E a riflettere sulla soddisfazione di un trasloco portato a termine da sola, cassa dopo cassa: senza (come è solo giusto, normale e sacrosanto) nessuna briciola di sconto sui suoi lavorativi e scolastici doveri.
Quella che è passata allora, invece – mentre chiudeva tutto, e si lasciava alle spalle la porta massiccia – è stata la pellicola di ciò che avrebbe potuto essere: perché poche cose sanno dare voce alle speranze inespresse più di una serie di stanze svuotate della vita vera che si è vissuta in quindici anni. Così, per un attimo, la ‘povna si è vista non una, ma cento altre vite davanti. Quelle che si sarebbero snodate in via dei Matti a partire dal 13 settembre del 1997, se la trama non avesse preso, volta per volta, questa o quella strada.
Ma poi ha scosso la testa, e ha lasciato perdere; ché intorno a lei i mucchi di mobili, libri, carte e cose sparse ovunque stavano lì a dimostrare l’unica realtà possibile.
Per tutto il resto, un’altra volta, lei lascia la parola al suo Calvino.

“Marco entra in una città; vede qualcuno in una piazza vivere una vita o un istante che potevano essere suoi; al posto di quell’uomo ora avrebbe potuto esserci lui se si fosse fermato nel tempo tanto tempo prima, oppure se tanto tempo prima a un crocevia invece di prendere una strada avesse preso quella opposta e dopo un lungo giro fosse venuto a trovarsi al posto di quell’uomo in quella piazza. Ormai, da quel suo passato vero o ipotetico, lui è escluso; non può fermarsi; deve proseguire fino a un’altra città dove lo aspetta un altro suo passato, o qualcosa che forse era stato un suo possibile futuro e ora è il presente di qualcun altro. I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi.” (I. Calvino, Le città invisibili)

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Informazioni su 'povna

La 'povna: corro da un mondo all'altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com
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23 risposte a Reload

  1. guardaitreni ha detto:

    Il piacere di ricominciare ha dei prezzi che conosco. Auguri!

  2. pensierini ha detto:

    Che bella citazione, come vera. Buon nuovo inizio, buona vita, nella nuova casa e fuori.

  3. ildiariodimurasaki ha detto:

    Se non scegli una strada, le perdi tutte.

  4. ildiariodimurasaki ha detto:

    E ben atterrata, naturalmente. Il gas è importante ^__^

  5. ilmondodici ha detto:

    anche a me capitava a volte di fare il gioco delle sliding doors – noi lo chiamiamo cosí tra amici – , ma è molto che non mi accade (diciamo che ora sarebbe complicato per me oppormi alle scelte del mio sceneggiatore che mi hanno spiazzata negli ultimi anni, per cui evito il gioco al massacro in attesa di un periodo diverso).
    deve essere un momento carico di emozioni, gli inizi lo sono sempre.
    hai motivo di essere orgogliosa del tuo trasloco senza sconti, ora godine i risultati, l’adrenalina e la gioia per la scoperta del nuovo e la fine dell’anno scolastico :)

  6. rose ha detto:

    Una frase bellissima… I futuri non realizzati…

  7. vnnvvvn ha detto:

    E’ una bella ripartenza

  8. lanoisette ha detto:

    buon inizio. :)

  9. Aliceland ha detto:

    Leggendo il tuo post pensavo “come hai ragione!”, però ha ragione anche Murasaki! Buon inizio anche da parte mia.

  10. annikalorenzi ha detto:

    ci passerò tra poco…

  11. paluca66 ha detto:

    Murasaki ha colto l’essenza del tuo bellissimo post, ci sono momenti della vita in cui è necessario fare delle scelte e le scelte, per definizione, comportano la “perdita” di qualcosa se le si guarda in senso negativo, la “conquista” del nostro presente (e forse anche del nostro futuro) se le si guarda in senso positivo.
    Ben arrivata a “casa”

  12. Anonimo ha detto:

    Un trasloco portato a termine da sole fa un gran bene all’autostima. Almeno a me è capitato così, più di dieci anni fa. Sapere e potere cambiare: una bella cosa:-)

  13. 'povna ha detto:

    git: già… però ha anche un suo perché…

    Pens: grazie, Pens. E’ un bellissimo augurio! :-D

    Murasaki: hai ragione. Che poi è un po’ come quella citazione da Cape Fear che a me piace tanto (se si rimane ancorati al passato si muore un po’ alla volta, e io preferisco vivere). Atterrata bene, e oggi la cucina è ufficialmente e solo in ordine (e il bagno pure!).

    Cì: lo è, pieno di emozioni. E divertente, per quanto stancante. E ora posso piano piano tornare a dedicarmi pienamente ai miei ragazzi (perché nonostante tutto un po’ di testa altrove c’era). E poi… finalmente cucina in ordine: questa sera si inaugura per bene con una cenetta di soddisfazione! :-D

    Rose: vero?! anche a me piace un sacco!

    Viv: già! (uuuff). :-D

    Noise: grazie, carissima!

    Aliceland: ha ragione da vendere, Murasaki. E pure Calvino, per sovrammercato. E qui starò bene, già lo so.

    Paluca: hai ragione: anche io la vedo come una conquista. La consapevolezza di essere dove sono perché quella strada l’ho percorsa io. Non a caso, una delle cose che dico ai miei alunni è che impareranno la bellezza di dire, sempre e comunque, “è colpa mia”. Perché vuol dire che non ti sei fatto agire…

    Anonimo: assolutamente sì! :-D

  14. Alcune volte lo struggimento per alcune delle possibili biforcazioni della nostra esistenza è tanto, cosa sarebbe stato per una parola in meno, per una frase in più, per una scelta diversa… anche questo è parte di noi, insieme all’esistenza reale, e ce lo portiamo dietro come un bagaglio di fantasmi anche se la nostra vita è piena e soddisfacente. Mi ricorda tanto la classica battuta “Disse l’ottimista: viviamo nel migliore dei mondi possibili. Disse il pessimista: purtroppo è così.”
    Buon atterraggio, mia cara. E buona nuova partenza.

  15. linda ha detto:

    I rami secchi si recidono e la pianta acquista vigore, divenendo sempre più bella e forte.
    Buon inizio, ‘povna cara.

  16. ellegio ha detto:

    Il fatto è che i rami recisi per un po’ sembrano ancora vivi :-)
    Buona nuova partenza. Il cellulare prende?

  17. xanthippe ha detto:

    Io taccio, ma col pensiero sono lì.
    E qui.
    E ti leggo e mi spunta un sorriso.
    E mi viene l’ansia.
    Buon reload!

  18. mammozza ha detto:

    Ammazza ‘povna, un trasloco tutto da sola in tempi brevi, tutto sistemato e funzionante.. mi inchino alla sua organizzazione e forza di volontà.

  19. labiondaprof ha detto:

    @povna
    complimenti per il trasloco fatto tutto da sola! “I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi.” mi ricorda una poesia che ho conosciuto grazie ad un telefilm, guarda tu i percorsi della poesia…http://www.frasiaforismi.com/poesie/la-strada-che-non-presi-poesia-robert-frost/

  20. 'povna ha detto:

    Soleil: è esattamente questo, proprio proprio! Anche se io mi situo e mi situerò sempre dalla parte dell’ottimista… L’atterraggio è stato… morbido. Il decollo da via dei Matti un po’ meno (anche perché i sacrosanti doveri scolastici non mi lasciano tutto il tempo che sarebbe necessario per gestirlo). Ma ne verremo a capo.

    Linda: hai ragione, cara. E infatti non rimpiango. Solo, vederli lì, sui muri vuoti, per un attimo mi ha fatto un po’ impressione…

    LGO: è vero, è vero! Anche se in questo caso molti di questi erano vecchi di quindici anni ed era bene che fossero stati recisi. Però vederli lì, come dicevo, fa un po’ impressione. Ma il cellulare nella nuova casa prende. Persino quando faccio pipì! :-D

    Xan: capisco. Almeno credo. E anche io sono qui. Ma anche un po’ lì con te. E con te aspetto. Molti sorrisi (e dita incrociate).

    Mammozza: sai, io penso che a nessuno faccia piacere fare scatole. E partendo da questo aureo principio ho preferito non rompere le palle agli amici (ciò non toglie che moltissimi mi abbiano aiutato in molti modi, eh!). Sul lavoro, ho sempre sostenuto che i cazzi personali non possono e non devono ingerire. E questo è stato un bel banco di prova per dimostrarlo (fatto salva l’inevitabile maggiore stanchezza e scarsa lucidità, che già ha penalizzato di per sé alunni e colleghi). Sul tutto sistemato e funzionante, esprimo però dubbi! ,-) Diciamo vivibile e siamo più vicini al vero!

    Bionda: sul tutto da sola, vedi sopra. Mi piace pensare ai miei amici che mi consigliano su dove mettere i quadri, non che fanno i facchini! Bellissima, la poesia. Ma Robert Frost è un grande!

  21. cautelosa ha detto:

    La vita è così…
    Quante volte il nostro ‘destino’ ha seguito strade, imboccate quasi per caso…
    Buon inizio nella nuova casa!

  22. Pingback: Sfilata di moda | Slumberland

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