Le ragioni di un decennio

La casa procede – per quanto sostanzialmente a salti – nella sua marcia lenta tra scatolandia e un ordine reale. La ‘povna quando può si mette in moto, e svuota alacremente, ritrovando pezzi sparsi e accogliendo i libri che ritornano a posto come si dà il benvenuto ai vecchi amici.
Ieri dunque – mentre Nana faceva la sua tesina (su boom economico e speculazione edilizia, in vari sensi), appollaiata sulla sedia, produttiva e contenta (e orgogliosa di essere la prima degli alunni a vedere, in solitudine, la casa nuova della prof.) – la ‘povna si è dedicata alle casse dell’ingresso (che recitano “Saggistica”). E ha ritrovato questo. E, siccome pensa che De Luna sia uno di quegli storici che vale la pena di leggere e conoscere davvero sempre, decide di parlarne al venerdì del libro.

La mente agile di De Luna questa volta scommette sull’impresa (quasi) impossibile: indagare un periodo (quello cui la comoda, corretta, ma per sua natura sigillatoria definizione di “anni di piombo” ha fornito una etichetta politica che è diventata storia senza passare per la storiografia) dal complesso, parziale, eccessivo, a tratti sovrapposto, duplice punto di vista dello storico e del testimone (quale ex militante di Lotta Continua). De Luna dispiega dunque la sua vis storiografica, la sua esperienza di divulgatore didattico e di pubblicista, la sua consapevolezza su regole e conseguenze dell’uso pubblico della storia per portare alla luce, pagina dopo pagina, “le ragioni di un decennio” giustamente epitomizzato, ma non riassunto, dalla figura di Aldo Moro. In mezzo, memoria, oblio, canzoni, immagini, film, TV, date storiche che fissano passaggi obbligati di una Repubblica che avrebbe bisogno di molti più libri come questo. Libri competenti e insieme spurii, che non hanno paura di riaprire, con la maestria di chi il mestiere lo conosce, ma anche la consapevolezza dell’attore, scheletri di un armadio troppo ingombrante che, in mancanza di parole e di coraggio, proietta ancora le sue ombre, perturbanti, fino ai giorni nostri.

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Informazioni su 'povna

La 'povna: corro da un mondo all'altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com
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14 risposte a Le ragioni di un decennio

  1. mi hai stuzzicato. lo leggo, grazie!

  2. Kemate ha detto:

    Ho altri libri sugli anni di piombo, questo però non lo conosco.

  3. LaVostraProf ha detto:

    Giovanni De Luna mi piace moltissimo. E’ colto, intelligente, non se la tira, e ha guidato la stesura di un libro di storia delle medie che mi sarebbe piaciuto adottare.
    E poi, lo dico? E’ persino un bell’uomo ;-)

  4. ToWriteDown ha detto:

    Ingoravo questo libro, come spesso accade mi hai illuminata ;-)
    Buon week end
    Grazia

  5. Cri ha detto:

    Sembra molto, molto, molto interessante. Non lo conoscevo. Me lo segno. Grazie

  6. cautelosa ha detto:

    Ben venga un saggio che aiuti a capire quel periodo così difficile per questo nostro povero paese.
    Perché è vero che sono tempi non certo rosei quelli che stiamo vivendo, ma quegli anni! (ed io li ricordo benissimo) sono stati terribili…

  7. ilmondodici ha detto:

    bella recensione, troppo impegnativo. Passo a DDD. :)

  8. maris ha detto:

    Certo non una lettura semplice, ma mi segno il titolo, prima o poi affronterò anche questo genere di saggi.
    A proposito di scatoloni…non me ne parlare, io sto inscatolando tutto ciò che c’era in casa dei miei genitori da giorni e giorni e il caos solo adesso pian piano sta diminuendo laggiù…però che tristezza, si chiude con quegli scatoloni anche un’epoca della mia vita…

  9. rosenuovomondo ha detto:

    bello, interessante e attirevole se mi passi il termine scorretto…

  10. Aliceland ha detto:

    Anch’io ho letto vari libri sull’argomento ma non questo, lo trovo interessante e lo segnerò nella “list”. Anche perché ciclicamente è bene tornare su certi argomenti, per sapere, per ricordare e per capire

  11. 'povna ha detto:

    Yogini: è proprio bello, vedrai!

    Kemate: De Luna è sempre De Luna!

    Prof.: Conosco De Luna dal 1995 (allora eravamo a Parigi) e condivido tutto quel che dici, con la differenza che il libro che avrei voluto adottare era per le superiori e che non lo considero un bell’uomo. Posso aggiungere però che è persona di una cortesia specchiata, oltre che molto simpatico, che in genere risponde a un mail a stretto giro!

    Grazia: è De Luna che è illuminante, vedrai!

    Cri: lo è!

    Cautelosa: il bello di De Luna è che non si tira mai indietro, e lascia che la sua compromissione biografica parli per lui… E poi… è juventino!

    Cì: giuro che non è impegnativo, è questo il bello di De Luna, parla di argomentoni sempre con grande semplicità!

    Maris: come dicevo, non è impegnativo, giuro. Sugli scatoloni, lasciamo stare:a breve toccherà a me quello che stai facendo per la casa del paese-che-è-casa. Sigh.

    Rose: certo che sì, è proprio il termine adatto!

    Aliceland: assolutamente sì.

  12. Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: “Origami bestiali”

  13. alessandra ha detto:

    Impegnativo, certo e sicuramente pieno di date e riferimenti storici dimenticati. pero’ di quegli anni sappiamo poco o niente, forse vale la pena leggerne ancora.
    tra l’altro io vorrei capire se ci possa essere somiglianza con il difficile periodo che stiamo vivendo: temo che la pressione sociale sia troppo forte ultimamente e non vorrei – o vorrei – che qualcuno esagerasse.

    • 'povna ha detto:

      Secondo me socialmente forse ci somiglia, ma politicamente no, in nessun modo. Perché è proprio la passione profonda e il consapevole legame con la storia a mancare.
      Questa lettura di De Luna comunque fa riflettere. Un bel po’.

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