La condanna del sangue

Dovrebbe parlare della seconda prova di maturità (quella Scrittura del territorio che faceva tanta paura a tutti, e invece si è rivelato – anche se affannosamente lungo – un tema sorprendentemente facile). E anche il bar Sport langue, sotto il peso delle ore quasi consecutive passate a scuola (e per fortuna che, a ricordarle di accendere lo schermo, e lasciare i suoi pronostici – rispettivamente: Portogallo, Germania, Spagna e Italia – ci hanno pensato BibCan e il solito Corto, in modalità cazzeggio moderatamente inquieto dopo la seconda prova).
Ma la verità è che la ‘povna è troppo stanca, perché queste prime due tornate di esami le ha vissute al cardiopalma, ed è già molto bene se, alla fine di tutto, non sarà ricoverata in ospedale. Così, approfittando di nuovo dei viaggi in treno, finalmente, della mente estiva che ritrova i suoi spazi e che si allarga, del kindle, ha ricominciato finalmente a leggere. E decide di proporre la seconda stagione di Ricciardi per il venerdì del libro.

La seconda avventura del commissario Ricciardi conferma in maniera perentoria la vocazione di De Giovanni a mescolare modelli di giallo italiano della stagione d’oro con una marcata vena di noir (o giallo metafisico). Con ogni evidenza, infatti, il peculiare dono di Ricciardi (quel “fatto” che gli consente di ascoltare, come perturbante eco che a poco a poco si spegna, le ultime parole pronunciate dai morti violenti, a ogni angolo di strada) risponde a una percezione del mondo come un qualcosa di irrisolto, difficile, aspro – una geografia della sofferenza che solo a tratti (e mai in maniera definitiva e costante) può essere compresa (e aggiustata) dalla ragione. In questo episodio la primavera porta con sé una nuova forma di violenza, un ribollire del sangue che conduce il lettore nei quartieri della sanità e nei vicoli così come ai piani alti, a guardare al microscopio una vita che scorre e si scontra, con durezza e violenza, rispondendo agli antichi richiami di fame e amore. Mentre fuori, nella storia che scorre inesorabile verso il precipizio, il nuovo regime si accontenta di ricoprire la realtà di stucco (alimentando gli aspetti di una propaganda secondo cui l’ordine regna a Napoli e in Italia non meno che a Varsavia), Ricciardi si concentra pazientemente su un avvenimento dopo l’altro, cercando, con l’indagine e l’osservazione umana, smentite e conferme. Conducendo il lettore con sé nel lento, ma costante dipanarsi della trama. Una trama che si dipana, timidamente, anche in direzione della storia personale di Ricciardi, secondo un collaudato meccanismo seriale che vede la formazione progressiva del protagonista svilupparsi in parallelo alle singole avventure. La seconda puntata, dunque, si dimostra decisamente più sicura e solida dell’esordio. Fa eccezione l’ultimo capitolo, dove il cambiamento brusco di punto di vista (quello dell’appena smascherato assassino) stona rispetto al resto, e rischia di proporsi come un maldestro tentativo di scrittura evocativo-lirica che – nel linguaggio duro, evocativo, secco che caratterizza il resto del romanzo – proprio non ci sta. In ogni caso, un buon romanzo. Che spinge sicuramente con forza verso la puntata (la stagione) successiva.

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Informazioni su 'povna

La 'povna: corro da un mondo all'altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com
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17 risposte a La condanna del sangue

  1. Aliceland ha detto:

    beh, sai che il giallo è il mio colore preferito! Non posso fare altro che prendere nota ;-)

  2. Palmy ha detto:

    Anche io amo il giallo…

  3. laGattaGennara ha detto:

    io non amo il giallo, ma è estivo e poi bisogna pur “cambiare” un po’

  4. maris ha detto:

    Va bene, va bene….devo proprio leggere qualcosa di De Giovanni!!
    Il commissario Ricciardi attende di fare la mia conoscenza ( omeglio sono io che attendo di fare la sua;) )
    Ciao ‘povna cara e prendi fiato in attesa delle nuove prove dei tuoi amati maturandi :)

  5. acasaconlamamma ha detto:

    Dev’essere piuttosto avvincente … come la tua recensione ;)
    Ciao!
    Michela

  6. seya ha detto:

    “il solito Corto in modalita’ cazzeggio moderatamente inquieto..”……..ahahahahahahaha!!!…oddio quanto mi manchera’ questo personaggio una folta che avra’ veramente finito la scuola…

    Seya

  7. vnnvvvn ha detto:

    OT bar dello sport: è passata la Germania con un punteggio forse eccessivo nei confronti della Grecia, non hanno impressionato in difesa… anzi!

  8. ilmondodici ha detto:

    cara amica di letture, il giallo non è il mio colore – solo Le Carrè fa eccezione -, ora sono più amante del rosa, sogno la leggerezza…. ma leggerti è sempre piacevole. Soprattutto le tue cronace scolastiche, che seguo via mobile e quindi commento poco, in questi minuti starai seguendo il tuo pupillo, attendo il resoconto con trepidazione! e poi per magia (ma ci si cambia in auto! ;) ) trasformata in una principessa che va ad essistere ad un gran ballo…. baci!

  9. Alidada ha detto:

    mi piace leggere i libri attraverso i tuoi occhi e con le tue parole :-) Chissà se prima o poi io troverò di nuovo il tempo per un buon libro. (che non sia di matematica! :-)). Buon fine settimana

  10. 'povna ha detto:

    Yogini: :-)

    Aliceland: De Giovanni è interessante, per quanto sopravvalutato.

    Palmy: per me è la piacevolezza dell’intrattenimento, della lettura senza pensieri.

    GG: prova. Secondo me ti piace.

    Maris: per una come te, che il giallo lo ama moltissimo, direi che è un dovere! ;-)

    Michela: grazie! è un bel romanzino, davvero.

    Seya: pensa a me, che mancherà di persona… (come personaggio ritorna, è il privilegio dei mondi di invenzione).

    Viv: non so. Secondo me la Germania ha giocato stra-bene in certi momenti. In certi hanno cazzeggiato, pensando di averla già fatta. E Samaras ha segnato il gol narrativo, quello voluto dalla sceneggiatore. Io comunque l’ho vista in piazza, ed ero l’unica, dico: l’unica!, a tifare Germania. Incompetenti.

    Cì: per me il giallo in questi momenti vale il rosa, nel senso che mi dà leggerezza (poi questo è un giallo classico, nonostante qualche variazione e con molti spunti rosa! Corto è sabato prossimo, il 30 (ancora non hanno nemmeno fatto la terza prova!). Ciò non toglie che lo abbia seguito, ieri, minuto per minuto, momento di ansia e demotivazione…

    Alidada: dai, magari puoi approfittare dell’estate in giardino! Intanto grazie, e bentornata!

    • ilmondodici ha detto:

      Ecco ho sbagliato settimana, ma per me sono giorni campali…. ;)
      Ieri sera ti ho pensata. E molto. ciao!

    • 'povna ha detto:

      Mia cara, gli influssi buoni sono arrivati fin qui, non credere: aspettavamo il voto di Corto allo scritto di italiano, ed è andato molto bene…! :-)

  11. Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: “La mia prima enciclopedia della Natura”

  12. ToWriteDown ha detto:

    Il giallo d’estate mi piace tantissimo, grazie per la segnalazione!

  13. Silvana ha detto:

    Non ho mai letto nulla di questo autore! Devo assolutamente rimediare e potrei farlo con il libro che segnali.
    grazie per il suggerimento

  14. 'povna ha detto:

    Grazia: anche per me fa relax ed estate!

    Silvana: nel caso, comincerei dal primo della seria, quello dell’Inverno di Ricciardi, perché sono tutti collegati!

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