Numeri

Giornata di numeri, ieri, per la ‘povna. Quelli calcistici, ovviamente, con Germania-Grecia che finisce come doveva finire, e i crucchi proiettati per l’ennesima volta nel gotha delle prime quattro, pronti a incontrare due grandi classiche come Italia o Inghilterra, in semifinale. La ‘povna ha guardato la partita in piazza, con Viola, Papà Razzo, vari amici e altri bambini insieme all’Altra, sentendosi una mosca bianca perché – se si eccettuano gli sms di aggiornamento di BibCan, impegnato al matrimonio di BS – era l’unica a tifare Germania. Si è divertita, molto; specie dopo il gol di Samaras che – straordinariamente narrativo, come doveva essere – ha scatenato la reazione crucca a pioggia: Khedira, Reus, e Klose. Poi il rigore, così, per ricordare a Joachim Löw che la difesa ha una sua importanza; e tutti (o meglio: Grecia) a casa.

Ma – se dall’attualità pallonara si sposta a quella dell’Onda maturanda – va detto che lei i numeri aveva iniziato a darli dalle tre del pomeriggio quando una telefonata (imprevista, e graditissima) dell’Ingegnera Tosta aveva fatto volare le prime indiscrezioni sui compiti di Scrittura del territorio e di Italiano. La ‘povna – fedele a una promessa, e continuando a basarsi su uno schema di gioco che dà i suoi ottimi frutti – aveva fatto a quel punto due chiamate, a sua volta: una per Corto, personale e diretta; e una al capitano Calvin, al quale è affidato il compito di gestire le informazioni con la squadra. Le notizie per ora sono buone, va detto. Scrittura del territorio (che era la bestia nera del loro indirizzo, per tutti) nella loro sezione, almeno ieri, non ha fatto vittime (merito di una preparazione da paura dell’Ingegnera tosta, che ha visto lei e la ‘povna gonfiarsi di orgoglio, giovedì scorso, quando – mentre le altre sezioni viaggiavano ancora sul primo quesito o sul secondo, un po’ arrancando – l’Onda attaccava orgogliosamente il terzo e il quarto, tutta quanta, senza un problema alcuno). Mancano ancora alcuni compiti pesanti all’appello (per esempio, entrambi quelli di Calvin), ma intanto Peter Pan si è preso in scioltezza il suo 15, avviandosi a grandi passi verso il meritato 100, anche Lupin se la è cavata con il massimo e si è salvato con la sufficienza (ottenuta attraverso un sistema quasi spagnolo di passaggi) anche il Carabiniere. Ha preso sei – “un buon 10″, come l’ha definito lui, interamente farina del suo sacco – anche Corto, che certo in questa materia poco si rispecchia (prova ne sia che ha consegnato il compito tutto spiegazzato, impreciso, contorto – sul disegno persino macchie di unto qua e là, lasciate dalla focaccina). Di italiano, invece (che viene corretto in un’altra stanza) per ora poche notizie: l’Ingegnera Tosta è solo riuscita a informarsi su Corto e Calvin (ancora da correggere) e a riportare, fin troppo consolanti, il voto di Speedy Gonzalez e di Nana. Se la più pazza delle bimbe dell’Onda ha preso infatti un giusto 13 per un tema che sembrava esserle cucito addosso, il voto di Speedy – un sonoro e roboante 14, che sconfessa cinque anni di faticosissimi scritti – ha lasciato tutti loro a bocca aperta, scatenando per codicillo in Corto una reazione a catena di stupore, rabbia, ansia, paura, demotivazione. “Se danno 14 a Speedy, il mio tema non potrà mai piacere” – ha esordito ieri, mangiandosi le unghie. E poi giù, per un’ora, pomeriggio prima dei risultati in diretta. La delusione per Scrittura del territorio che ritorna (“il mio buon 10 è stato valutato uguale, o addirittura meno, di un 10 copiato”), la delusione per se stesso: “prof., ma lei pensa davvero che io possa essere meno che felice per i miei compagni, per l’amordiddio, non è questo…”.
“Che cosa è, allora?” – la ‘povna avrebbe potuto chiederglielo, ma non l’ha fatto. Si cresce, si perde l’innocenza, il dividere il mondo in due, giusto e ingiusto: e può capitare pure (e anche spesso) che sia durante i primi veri esami.
Alla fine Corto si è congedato un poco più sereno (ma non troppo), verso un gelato consolante. La ‘povna, dal canto suo, ha chiamato Calvin e si è raccomandata a lui, ché in questi casi i coetanei fanno meglio. Poi, abbandonando i panni di quella seria, tranquilla, rassicurante, ha abbassato la cornetta. E si è disposta anche lei alla lunghissima attesa (l’Ingegnera Tosta non richiamerà fino al pomeriggio) dei risultati della prima prova.

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Informazioni su 'povna

La 'povna: corro da un mondo all'altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com
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29 risposte a Numeri

  1. vnnvvvn ha detto:

    Per l’angolo del Bar Sport ribadisco quanto detto in OT nel precedente post. Germania superiore ma con la difesa che soffre di amnesie pericolose

    Per l’angolo dell’Onda: auguro a Corto di fare quello che più gli piace nella vita, e di farlo nel modo migliore. Per esperienza (specie gli ultimi sei anni) posso dire che spesso i più capaci fanno e i meriti vanno agli altri… In proprio Corto, qualsiasi cosa tu voglia fare falla in proprio e se non puoi fuggi dai grandi numeri, fuggite tutti… giovane Onda :-)

  2. Kemate ha detto:

    Pure mio figlio tifava Germania, mentre noi tutti eravamo per la Grecia.

  3. pensierini ha detto:

    Fingers crossed per tanti 15!

  4. melchisedec ha detto:

    Le prove dei maturandi sono anche “prove” nostre, non soltanto sul piano della valutazione, ma anche su quello della professionalità spesa per loro, per i nostri batticuore, speranze, aspettative.

  5. ellegio ha detto:

    Cosa sarebbe “un sistema quasi spagnolo di passaggi”?

  6. ellegio ha detto:

    Ma tu gli hai proprio detto i voti?

  7. 'povna ha detto:

    Viv: concordo sulla Germania, anche se – anche alla luce della Spagna odierna – resta comunque per ora la squadra migliore. Su Corto, tanto alla propria natura non si sfugge, come gli ho spiegato ieri…

    Kemate: calcisticamente sulla Grecia non c’è storia!

    Pens: un numero accettabile a Scrittura del territorio. Quella di italiano l’abbiamo amichevolmente soprannominata “la cretina”, vedi tu!

    Mel: ecco, appunto, la professionalità della commissaria di italiano, parliamone!

    LGO: è il concetto del tiki taka?! (Eh, l’incultura calcistica crea danni, l’ho sempre detto, io… ;-) )

    LGO: io non sono in commissione: se so i voti, come ben capisci, il problema non è già più mio… Scherzi a parte, 1) io non chiedo niente, ma – visto il mio ruolo peculiare – è pacifico, e chiaro per tutti, che quello che mi viene detto mi viene detto per essere riferito; 2) quando io feci la maturità il mio membro interno fece con me esattamente quello che io sto facendo con Calvin – perché sosteneva che è molto importante avere un capitano-giocatore con cui confrontarsi per parecchie cose. Fu molto utile, e nessuno (cioè: io) se ne approfittò. E, se avrò la fortuna di avere dei Calvin in squadra da commissario interno, la mia linea di condotta, didatticamente forte, ne sono convinta, sarà esattamente come la sua.

  8. ellegio ha detto:

    No, tutto sommato la tecnica in dettaglio non mi interessa :-) Solo che quella tecnica sembrava suggerire una sorveglianza durante la prova un po’ superficiale, e mi chiedevo perché.
    Quanto ai voti, ci penso e ci ripenso, perché gli anni con una classe si sentono e contano per tutti, ma no, io non lo sto facendo e non lo farei. Tantomeno dopo aver insistito un anno intero sul rispetto delle regole e sul valore dell’esame.

    • pensierini ha detto:

      Devo dire che sono pienamente d’accordo con LGO: i ragazzi dovrebbero sapere solo la somma dei voti degli scritti, quando viene pubblicata, per poi scoprire le singole valutazioni solamente in sede d’orale. Io mi sono sempre comportata così, non ho mai fatto uscire niente dalla Commissione anche se gli studenti erano stati “miei” per tutto il quinquennio.

  9. ilmondodici ha detto:

    Ah quanti ricordi! Hai ragione a dire che si perde l’innocenza a un certo punto (e iniziano a girare…), Povero Corto! presto però tutto finirà, e lui potrà godersi l’estate delle Vacanze Vere (io non sono mai stata così spensierata come nelle vacanze della quinta liceo), e tutti voi ugualmente.

  10. 'povna ha detto:

    LGO: sai, io sono convinta che la sorveglianza migliore non possa evitare, in assoluto, che qualcosa trapeli, per esempio appunto grazie al tiki taka (che , basta conoscerla, suggerisce esattamente il contrario – hai presente vero la differenza tra un traversone e un’azione che coinvolge dieci giocatori in maniera millimetrica). Comunque, ti ringrazio per il superficiali, riferirò a tutta la commissione. Vuol dire che l’anno prossimo ci darete lezione voi. ;-)

    LGO&Pens: posto che, ripeto, stiamo parlando di due cose diverse (io non sono in commissione, quel che va a me, è già uscito), non posso che ripetere quello che ho detto: l’esperienza della mia maturità ha sicuramente formattato il mio pensiero. Non li direi a tutti, ma, se avessi un Calvin, da membro interno, farei quello che la mia prof. fece con me. (Fui io, all’epoca, poi a decidere che cosa dire e cosa no, determinando così al meglio la performance degli orali). Quanto al meccanismo della maturità, che io vedo da vicino giorno per giorno per la prima volta (a causa del part-time io non sono mai stata chiamata), mi pare tutto talmente folle, illogico, demenziale – specie se messo a confronto con l’estero (Pens, penso ai Finals) – che una parola è poco e due sarebbero troppe. Ora mi stupisco molto meno del numero altissimo di nostri alunni che, dopo aver sognato di andare all’università per 5 anni, decidono di no dopo l’esame di stato. (Capisco il vostro punto di vista, si intende: però certe tipi di segretezza, così scioccamente italiani, come quelli di tenere i voti nascosti, in assoluto o “fino a x” mi paiono davvero così fine a se stessi [tanto che tot capita tot sententiae, per esempio nella nostra zona non viene esposta la somma, ma lo scorporo dei voti da subito], a coprire con la carta crespa della presunta serietà un esame che di serio ha poco o niente, mi pare – a partire anche da una bella fetta di commissari [penso ai certificati medici, ai discorsi che ho sentito nel tempo, a certi colleghi che sono andati a fare gli esterni altrove]. Non tutti, si intende. Ma sono sempre troppi, a mio parere… Meno male che in definitiva ce la mettono loro, la serietà, quella biologica, della perdita dell’innocenza appunto. Per fortuna che, per quante costruzioni mal fatte riusciamo a creare noi adulti, ancora non riusciamo ad andare contro la biologia sociale della linea d’ombra e dei riti).

    Cì: sono momenti pesanti. Ma necessari. L’ho lasciato sfogarsi con Calvin. E poi l’abbiamo digerita a colpi di Beatles, partite e Rolling Stones.

    • ilmondodici ha detto:

      anche da noi era trapelato qualcosa. qualcosa che fece bene a trapelare. e il nostro membro interno era la rettitudine fatta donna… il ruolo è implicitamente quello: essere di supporto morale alla classe.

    • 'povna ha detto:

      Cì, esattamente, cara, era quello che volevo dire.Anche il nostro membro interno era la rettitudine fatta donna, e quel che fece trapelare lo fece perché le sembrava utile. E lo fece con me perché pensava, credo giustamente, che su alcune sfumature psicologiche era meglio confrontarsi tra insegnante e ‘capitano’ della classe, per decidere che cosa era bene che trapelasse, e che cosa no.

  11. ellegio ha detto:

    Non volevo essere offensiva e non ho nessun problema ad ammettere la mia incompetenza in molti campi. Però, perdonami, non sono supponente e non ho intenzione di dare lezioni a nessuno.
    Mi chiedevo se farei quello che stai facendo con l’Onda, perché non solo li hai sempre sostenuti e accompagnati, ma di fatto stai facendo l’esame con loro – non sei in commissione, è vero, ma se fai sorveglianza durante gli esami e dai suggerimenti decisivi in che posizione sei? E lo chiedo perché leggerti mi mette in crisi, io ti stimo e credo che tu sia senza dubbio un’insegnante migliore di me, ma nonostante questo mi rendo conto che le mie resistenze di fronte alla possibilità di infrangere le regole sono forti. Si vede che sono una piùcheretta anch’io, in fondo :-(

  12. vnnvvvn ha detto:

    Posso fare una domanda a margine della discussione?
    Qual è il valore aggiunto della segretezza dei voti degli scritti?
    Lo so che i risultati vengono affissi prima degli orali ma non sarebbe più semplice una volta che il compito A è corretto mettere i risultati che so su una pagina protetta sul sito della scuola?
    Tempo tecnico di realizzazione 10-20 minuti per l’intera scuola (4 classi in esame)
    Domanda specifica a Pensierini: mi sembra di capire che nella tua scuola di affigga il risultato globale delle tre prove e i ragazzi scoprono i “punteggi” singoli solo all’orale. Certamente è decisione del collegio docenti ma PERCHE’?

    • pensierini ha detto:

      Non credo proprio sia decisione del CD, credo che sia una normativa ufficiale, perché si è sempre fatto così, in tutta la mia città perlomeno.

    • 'povna ha detto:

      Pens, come dicevo a Viv, anche secondo me non c’entra il collegio: penso sia la commissione che decide in base all’interpretazione dell’ordinanza. Io ho visto fare in un modo e nell’altro, in entrambi i casi in numeri corposi, quindi immagino che l’ordinanza lasci adito, anno dopo anno a interpretazioni in questo senso. L’anno scorso da noi scorporarono, vediamo che cosa fa questa commissione.

      ps. ho appena ripassato l’ordinanza: i candidati hanno facoltà, per legge, di richiedere i voti delle singole prove che devono essere comunicati entro il giorno precedente quello del colloquio del candidato. Di qui probabilmente la decisione di alcune commissioni di scorporare direttamente da subito.

    • pensierini ha detto:

      Una delle commissioni che stanno esaminando le mie classi ha pubblicato già oggi i risultati degli scritti: separati, da noi per la prima volta, almeno che io sappia.

    • ellegio ha detto:

      L’ordinanza prevede quest’anno esplicitamente la pubblicazione dei risultati delle tre prove separatamente. E’ una delle novità di quest’anno.

  13. 'povna ha detto:

    LGO, scusami, ma dare della sorveglianza “superficiale”, dimenticando che questo è un resoconto scritto, quindi per definizione, manchevole, cursorio, evidentemente costruito per metafora (calcistica) ancora meno veritiero di ogni resoconto per statuto (ma pensi davvero che tutto quello che scrivo qui sopra sia successo interamente nelle mie modalità di narrazione?!), può suonare come voler dare lezione. Sono sicura che non l’hai fatto apposta, sai che ti stimo, e non ho nessun problema a chiederti scusa per la mia risposta. Se sono rimasta male però, rileggo le tue parole, è anche perché secondo me il contenuto era potenzialmente molto secco. Le parole sono pesanti, e quando sono scritte non possono avvalersi della voce. Comunque per me l’incidente è chiuso.
    Stessa considerazione, a proposito dei “suggerimenti decisivi”: io ho scritto che ho dato il suggerimento decisivo a Calvin, non ho detto né quale, né cosa, né come. Nello specifico, gli ho detto: “Hai guardato bene quella figura?”. A lui è bastato, vedi tu se erano parole che non hai mai speso tu coi tuoi (tu hai scritto che “sostenevi e consigliavi” – poiché ti stimo per davvero, non ho mai pensato che tu abbia fatto qualcosa di diverso da quello che tu giudicassi giusto, ti pare?). Ma, anche nel caso non lo fossero, non ho particolari problemi a sostenere che si tratta di un suggerimento “decisivo” ma solo per un alunno molto bravo che sta andando nel pallone. Un suggerimento “decisivo” che per chiunque altro sarebbe stato nulla. E forse prima di inferire chissà che sarebbe bene tornare al teorema di cui sopra, e cioè il tasso di finzionalità dello scritto e la decisione, o meno, di discernere tra quello che è detto e quello che tu completi da lettore con il tuo tasso di interpretazione.
    Sulla sorveglianza, nella nostra scuola la fanno tutti i colleghi in servizio non impegnati nella maturità. Io ho semplicemente fatto più turni: il primo giorno, su mia richiesta, ho sostituito una collega che non poteva anche se già avevo un turno. Il secondo la PresidentA ha chiesto che fosse presente una persona del primo giorno e che facesse della scuola, per continuità, e – tra me e Mafalda – io mi sono fatta volontaria. E’ tutto molto alla luce del sole, e certo non ci sono magheggi, e, scusami, te lo dico con stima, ma anche con franchezza, anche sentirmi dire così “in che posizione sei?” un po’ mi indigna, perché significa presumere che ci sia una posizione da sapere, non aver voglia di leggere una cronaca romanzata per quel che è ed essere convinti di partenza che ci sia ‘sotto qualcosa che non va’. Io invece presumo sempre che ci sia qualcosa che va, nella vita. E’ un mio difetto, non per niente mi danno della “fottuta migliorista”.
    Quanto alla mia posizione, è ovvio, sono Peter Pan…!

    Viv: non è deciso dal collegio docenti, ma dalla commissione sulla base dell’interpretazione dell’ordinanza ministeriale. Io sono del parere che sia necessario rigore mescolato a comprensione. Che sono poi gli ingredienti necessari per l’autorevolezza. E che, sono certa, sono elementi che mettono sempre in pratica tutti i miei colleghi, virtuali e reali, che stimo!

  14. ellegio ha detto:

    Mi arrendo di fronte alla mia incapacità di usare le parole, ma, credimi, non volevo inferire né tantomeno presumere magheggi. Ho chiesto perché non avevo capito, l’ho fatto male, e me ne dispiace.

    • 'povna ha detto:

      Ellegio, quando c’è un fraintendimento, si è sempre in due a sbagliare, è chiaro che dispiace anche a me. Però mi pare di averti risposto a tutto, e mi piacerebbe sapere se alcune delle perplessità che avevi sollevato (in che posizione sei, perché li sorvegli, che cosa sono i suggerimenti decisivi) ti risultano più risolte e più chiare. Sono assolutamente consapevole che potresti non essere d’accordo con le mie spiegazioni ma – dopo che hai chiesto, e ti ho risposto – mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi, al di là del reciproco dispiacere che diamo per acclarato… ;-)

    • ellegio ha detto:

      Sui suggerimenti decisivi: sono del tipo di quelli che mi capita di dare e che comunque darei anch’io. Sulla comunicazione dei voti: no, non prima che la commissione abbia ratificato – mi era sembrato di capire che la correzione fosse ancora in corso – proprio per come si lavora agli esami. Noi abbiamo finito di correggere venerdì e poi passato la giornata di ieri a riguardare i compiti in verticale e a confrontarci con i colleghi che correggevano italiano. Questo è un lavoro che come sai viene sempre fatto e a volte produce effetti sui voti, piccole cose che però secondo me rendono inopportuno comunicare i voti prima che sia stabilito che lo si può fare (Il divieto a scorporare per materia è una cosa che non ho capito mai neanche io, però quest’anno l’ordinanza prevede la pubblicazione dei voti singoli, quindi…)
      Resta la partecipazione agli scritti – non so se c’era una alternativa, per esempio sorvegliare un’altra commissione. Io non so se, potendo, avrei scelto di esserci. In realtà da quando insegno tutte le volte che la mia materia è stata interna ho sempre fatto esami, ma a me questo ruolo di membro interno sta stretto, e sono più a mio agio quando posso stare dalla parte della mia classe senza avere vincoli di sorta. Insomma, uno o è allenatore oppure è arbitro, ma se è allenatore quando si gioca non scende in campo. Per questo, come membro interno, io continuo a non comunicare i voti, o le materie della terza prova, anche se so che molti lo fanno. Preferisco difendere la classe dentro la commissione. Poter lavorare così a stretto contatto con la commissione senza di fatto farne parte, come stai facendo tu, per me è una situazione nuova, ci devo pensare.

    • 'povna ha detto:

      Brevemente, e poi chiudiamo a taralli e vino, con un bel brindisi, tu sul tuo terrazzo e io nel mio giardino (condominiale). Vado per punti per brevità:

      1) Vedi?! (E poi, scusami, abbi pazienza: pensi davvero che io possa dare o dire qualcosa di più decisivo di questo a Scrittura del territorio????)
      2) Sì, la correzione è in corso; no, i colleghi (anzi: la collega; anzi: la cretina) di italiano non si confrontano con nessuno, e questo è già stato oggetto di questione, profonda, ieri. Secondo me, ripeto, la questione è più sottile (come diceva il mio professore si stilistica italiano a Hogwearts quando ci voleva fare vedere un ipermetro apparente in qualche poesia di Montale). Come ho detto, io ho avuto l’esempio della mia prof. che parlò con me, non con chiunque. Allo stesso modo io parlo con Calvin, non con chiunque. E dico “tendenzialmente sul”. E lui sa benissimo che ci possono essere aggiustamenti. E decide se dire o men (per dire: in realtà a molti non è stato comunicato nulla, per evitare che non studino più; ma a Calvin medesimo è stato molto utile sapere qualcosa di sé, così come a Nana).
      L’ordinanza lo prevedeva anche l’anno scorso, come diritto dei singoli 24 ore prima degli orali: basta far fare la liberatoria allo scorporo (per evitare richieste giorno per giorno) da far firmare il giorno della terza prova e il gioco è fatto. Probabilmente quest’anno vista la quantità di presidenti che si sarà lamentata della quantità di scorpori che hanno dovuto fare in corsa, il Ministero ha rimediato.

      3) Posto che l’ho scelto, lo rivendico e volevo essere lì, a portare loro (e a tutti gli altri, sia chiaro, non sono un’infame che fa le preferenze negli atti!) le bottigliette di acqua o fare un sorriso, secondo me ti sfugge un dato: noi siamo una scuola immensa (dalle materne alle superiori con svariati indirizzi di superiori e tre ordini di istituti); nello stesso tempo il nostro plesso, separatissimo, quest’anno ha 15 classi! E ovviamente per comodità organizzativa le sorveglianze si fanno per plesso: se ti dico che, visto che formalmente io l’Onda non l’avevo da tre anni, quella era la commissione con cui avevo sulla carta meno conoscenze, capisci che il discorso si fa complicato? E in generale, in un plesso come il nostro, in una realtà come la nostra (capisco che Roma sia diverso) il concetto di “non conoscere” davvero non è applicabile in maniera tradizionale. Nel nostro caso, poi, viceversa, la PresidentA voleva che ad accoglierli ci fosse qualcuno che li conoscesse, e per il riconoscimento visivo e “per accoglierli con una faccia amica”. Come vedi, mi ripeto, tot capita, tot sententiae.
      Detto questo, ho una serietà professionale: e l’allenatore sta eccome a bordo campo ! :-)
      Le materie della terza prova nessuno si è sognato di comunicarle, non mi pare di averlo mai detto. (Posso dire invece che questa modalità da telequiz è demenziale, ma non lo dico certo da oggi: mi spieghi il senso di non comunicarle?!).

      4) La situazione è nuova, ma non per te, per tutti. Ma è l’Onda che è una situazione paradossale. Molto più di quanto le mie parole non riescano a dipingere. Un giorno, chissà, Corto troverà le parole per scrivere questa storia. Tutti, e sottolineo tutti, ci siamo dovuti adattare ad altre regole. Ed è stato faticoso, ma un’esperienza esaltante e sicuramente unica nella vita.

      ps. e adesso so che vorresti sapere che cosa ha preso Corto a italiano, e pure Calvin, ma io non te lo dico! :-P

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  16. paluca66 ha detto:

    Ho letto con molto interesse e molta attenzione questo interessante post e l’ancor più interessante scambio di opinioni cui ha dato seguito.
    Due cose, innanzitutto, mi sento di dire subito: 1) letta da fuori, la vostra diatriba appare molto corretta ed educata e non vi era alcun motivo di trascendere (così come molto intelligentemente e correttamente avete saputo fare); è chiaro che sull’argomento siete su due posizioni diverse e ognuna delle due ha il diritto di sostenere e mantenere la propria senza necessariamente pensare che l’altra stia sbagliando… ecco questo è il modo che a me piace di confrontarsi e scambiarsi anche duramente le proprie opinioni senza mai uscire dalla correttezza e dall’educazione. E di questo vi faccio i complimenti e vi ringrazio a nome dei lettori di questo splendido blog 2) anch’io sono più vicino alle posizioni di Povna, sia perchè tendenzialmente non capisco perchè intorno a questi benedetti esami di maturità debba sempre aleggiare un clima di semi terrore e perchè penso che l’esame di maturità dovrebbe essere solo un modo per verificare la capacità di questi adolescenti e prossimi universitari/lavoratori a sostenere tensioni e difficioltà e ad affrontarle e superarle ma penso che il giudizio finale debba dipendere soprattutto dall’andamento globale degli ultimi due / tre anni (come mi pare peraltro oggi avvenga, non come ai miei tempi) sia perchè anch’io ho avuto come membro interno il migliore professore che abbia mai avuto in tutta la mia lunga carriera scolastica e anche lui nei giorni intercorrenti tra gli scritti e l’orale fece trapelare quanto necessario senza che peraltro nessuno di noi approfittò minimamente della cosa… diciamo che penso che alcuni porfessori sappiano i loro alunni molto più di chiunque altro e se ritengono di comportarsi in un certo modo sanno di poterlo fare…

    P.S.: quando riapre il Bar Sport? con chi posso vantarmi di aver centrato le 4 semifinaliste a gironi ancora non chiusi (anche se ammetto che era fin troppo facile…)

  17. ellegio ha detto:

    Io il clima pre esame non lo definirei di terrore :-) Di ansia magari sì…
    Ciascuno di noi ha un po’ la sua idea di come dovrebbe funzionare l’esame di maturità, e ci sono casi fortunati in cui la commissione d’esame raccoglie persone che più o meno la pensano nello stesso modo – io quest’anno sono molto più in sintonia con i commissari esterni che con la mia collega di corso, che oggi avrei strozzato volentieri (per fortuna che a una cert’ora si è dileguata, perché … aveva da fare), però resta il fatto che c’è una normativa da seguire e un meccanismo (criticabile quanto si vuole, ma è legge) per l’attribuzione dei punteggi abbastanza rigido (da fuori non è facile da seguire: a mio marito devo spiegare ogni anno come funziona).

    Io ho un ulteriore impedimento personale alla comunicazione di notizie che dovrebbero essere riservate (oltre alla rigidità bacchettona che mi contraddistingue), ed è quello che non riuscirei a tener fuori qualcuno. Non si tratta di non aver un buon “capitano” di fronte, in grado di gestire da solo – a volte il capitano è in grado, a volte no, ciascuna classe è un mondo a sé, e poi comunque i capitani sono sempre due, a meno che uno non decida di ignorare il fatto che sono gli stessi ragazzi a scegliere. Si tratta più della convinzione che la mia relazione con la classe non è da pari, e io voglio che sia sempre riconosciuta super partes. E’ chiaro che con alcuni c’è una maggiore affinità, ma per me (che invece sono sempre stata una timida e poco esposta) non è stato facile accettare di essere esclusa da una comunicazione tutto sommato così importante. Insomma, credo di identificarmi con quelli che potrebbero rischiare di non sapere nulla, e allora preferisco dire quello che posso a tutti, oppure a nessuno. E’ la mia esperienza personale. Credo che il mio membro interno abbia parlato con qualcuno, durante gli esami, ma io non ne seppi mai niente. E comunque non credo che sarei così brava a riconoscere le dinamiche interne del gruppo classe, che in parte emergono durante la vita in comune, ma in parte, mi rendo conto, no.

    (‘povna, non punire tutti i tuoi lettori che vorrebbero sapere come va a finire con Corto e Calvin: io so tenere gli occhi chiusi :-) )

  18. 'povna ha detto:

    Pens&LGO: sì, e spiegava la PresidentA che, essendo appunto questa possibilità prevista nei fatti anche gli anni scorsi, lei presumeva che fosse fatta per ovviare all’elevatissimo numero di richieste di chi lo faceva prima e di liberatorie per scorporare subito.

    Paluca: innanzi tutto ti ringrazio molto per quello che dici, che per me è molto importante. Mi piace moltissimo discutere, e metà almeno della mia formazione personale e intellettuale è stata fatta spaccando l’alba sui massimi sistemi, a vent’anni. Però ho ereditato anche il concetto anglosassone di discussione, che suona pressapoco: “Ci massacriamo in fairplay di ragionamenti, anche in maniera serratissima, e poi andiamo al pub”. Se ci siamo riusciti, e ringrazio per prima LGO che ha avuto la voglia di sottrarre tempo alla maturità per questo, e Pens, e Viv, e Cì, e te, e tutti gli altri che hanno letto e/o commentato, sono contenta.
    Sul bar Sport, il tentativo era di mettere all’ordine del giorno, sia in questo sia nel post precedente, entrambe le cose (infatti c’è anche il tag europei), ma mi sa che non ha funzionato tanto bene… :-( (comunque sì, tiriamocela un po’!)

    LGO: Io credo che qui la nostra formazione diversa – letteratura come vizio, fisica come vizio (e uso apposta questa formulazione a sottolineare una passione forte) – in questo caso possa spiegare molto.
    A partire dalla legge: io amo e rispetto la legge, credimi, moltissimo, ma credo che delle volte la legge non solo si possa, ma si debba interpretare (specie quando sono regolamenti e ordinanze come questa, non sto dicendo che sia interpretabile pagare le tasse, eh!).
    Ma mentre ti leggo mi rendo conto che è una questione più generale. Io dico “Capitano”, e tu, anche giustamente, hai interpretato “rappresentante di classe”, cosa che per me invece non è per niente pacifica e se non l’avessi esplicitato non mi sarei mai sognata di pensare che potesse essere interpretato così. Contingentemente Calvin quest’anno è *anche* il rappresentante, ma è stato il Capitano che ha guidato l’Onda nella cavalcata dell’anno scorso, quando era rappresentata ufficialmente da Gianni e da Lupin. Il Capitano per me è un concetto più impalpabile, e, se c’è, nessuno si offenderà mai di comunicazioni ricevute o meno, perché lui avrà fatto ciò che deve. Non te lo so spiegare meglio di così, perché non è misurabile, è impalpabile appunto e fa leva su specchi, sguardi, giochi di ruolo, leadership più o meno condivise (quando c’è un Capitano, per esempio, nella mia esperienza c’è sempre qualche forma di leadesrship condivisa, e ancora una volta non c’entra nulla il fatto che i rappresentanti di classe siano due). E’ un po’ come la questione delle classi a porte aperte e chiuse. Sono segni minuti, tra le pieghe della trama. Che non sempre si vedono. E anche quando si vedono non sempre poi danno i frutti sperati. Mi rendo conto che è fumoso, ma non lo so spiegare meglio di così. Credo che la materia che insegno aiuti a disegnare, comunque, una fotografia diversa delle dinamiche del gruppo classe, e non solo per l’ovvia questione della lettura dei temi.
    Comunque in generale mi pare condiviso il fatto che la propria esperienza personale di esame di stato da studente formatti al di là di ogni diverso tentativo! :-)

    Su Corto e Calvin, tranquilla: se non l’ho scritto è anche e soprattutto per esigenze narrative. E del resto, come Paluca mi ricorda, è tempo davvero di tornare al bar Sport (è solo che la preparazione agli orali incombe, e io sto riassumendo il mondo novecentesco letterario e storico sotto forma di file word!).

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