Il manuale del perfetto marito

Questa settimana la ‘povna ripropone una scelta che era già stata suggerita a giugno scorso: Il manuale del perfetto marito, di Elisabetta Belotti. Che però lei preferisce ricordare con il nom de blog con cui ha imparato a conoscerla, vale a dire LaBiondaProf. Della sua opera prima aveva parlato, a tempo e luogo, la stessa Bionda – ma la ‘povna, peggio di S. Tommaso, se non vede non crede. E dunque, solo dopo una lettura che le ha strappato non uno, ma molti sorrisi e l’ha convinta, decide di proporla per il Venerdì del libro.

Leggera, ma intelligente lettura estiva, che – attraverso il gioco narrativo (idealmente già manzoniano) facile del “che cosa succede dopo il lieto fine” – attraversa generi diversi (letteratura-humour, manualistica fai-da-te, fiaba, romanzo rosa) nel tentativo di tracciare una completa casistica delle diverse tipologie di marito. L’impianto chiama in causa Linneo stesso (perché a ogni specie maritale corrisponde la sua denominazione latina originaria), per poi svilupparsi in una serie di racconti leggeri, ma abilmente condotti, nei quali la passione linguistica dell’autrice ha modo di mostrarsi a tutta pagina, con alcuni esilaranti risultati. Molto divertenti, a questo proposito, le pagine sul marito gourmet, che travalicano la descrizione di coppia per aprirsi a una riflessione dolce-amara (è proprio il caso di dirlo) per l’ossessione da cibo che ha travolto la società occidentale.
Un libro molto piacevole, dunque, che non si sforza mai di deviare dal lettore ideale che si è posto, e, proprio per questo, si legge volentieri e in un soffio; magari proprio durante le vacanze, tra una chiacchiera (o un pettegolezzo) su un marito e l’altra. Quasi (per rimanere in tema di delicatessen) come un gelato.

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Informazioni su 'povna

La 'povna: corro da un mondo all'altro, di solito in treno. Temo Bianconiglio, ma non sono in ritardo. Rispetto lo sceneggiatore: di fronte a una buona trama, mi inchinerò sempre. Fermo posta: lapovna AT gmail.com
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15 risposte a Il manuale del perfetto marito

  1. rosenuovomondo ha detto:

    molto molto interessante!!!!

  2. ilmondodici ha detto:

    e allora ti dirò che mi ingolosisci! dovrei essere a dieta di acquisti di libri, ma io non posso fare a meno di farne scorpacciate anche quando ho gli scaffali di attesa pieni e per l’estate saprai ormai che amo la leggerezza… insomma mi ispira un sacco!
    ciao
    ps: seguo i post sulla scuola e tutto quel che ne è seguito con interesse

  3. 'povna ha detto:

    Rose: un libro piacevole e scritto bene da qualcuno che di letteratura, si sente, ne ha masticata tanta.

    Pens: :-D

    Cì: è una leggerezza ottenuta, e si sente, grazie a una conoscenza approfondita di tutti i fondamentali, che nel libro sono tenuti volutamente fuori per questioni di genere, ma che hanno portato a una scrittura consapevole e tosta. (In qualche oscuro modo, mi sa che si lega pure ad alcuni discorsi dei commenti al mio post sulla scuola!). Tieni presente che si può acquistare in fortissima promozione l’e-book!
    Sulla scuola ho voluto lanciare il dibattito perché mi sembrava importante sia riflettere da tanti punti di vista e poi perché l’ottimo post di Uqbal mi aveva fatto riflettere e mi piaceva rilanciare. E poi c’è anche un altro motivo: io so che su Slumberland passano parecchi insegnanti, ma non solo (così come io parto di scuola, ma non solo, volutamente – perché credo che questo mestiere – si faccia a scuola, a qualsiasi livello, all’università, o in entrambi i mondi, come capita a me – sia di quelli che orienta la vita in modo forte, e che dunque ne è parte anche senza parlare di scuola (del resto: nel mondo occidentale è una esperienza comune per molti anni – quindi la mia convinzione ha una origine socio-culturale, anche, credo). E secondo me di scuola spesso troppo poco se ne sa, fuori dalla porta. E siamo stati talmente abituati spesso a vedere le cose così come ce le raccontano che non ci fermiamo a pensare alle storture, a ciò che diamo (mi ci metto me per prima, ovviamente) per scontato. La questione della lista d’attesa è una cosa che a me sconvolge (ma credo anche a te – ricordo alcuni tuoi commenti a proposito dell’essere indipendenti, e poi come me hai vissuto per periodi anche all’estero). E credo che davvero finché non se ne uscirà, in tanti campi, sarà difficile rimodellare una visione diversa di società e lavoro.

    • ilmondodici ha detto:

      Sì, hai ragione e condivido tutto – e credimi parecchie volte sono stata sfiorata dall’idea di prendere una seconda laurea per tornare a insegnare ma farlo a scuola, ho fatto per anni formazione in ambito privato e ho adorato farlo. Finendo l’uni per un periodo ho anche insegnato nelle scuole, sia agli insegnati che ai bimbi per un progetto finanziato uno dei tanti lavori da studenti che però mi ha aperto una strada che mi ha portato lontano, ed è un mondo che mi è caro, anche in quanto mamma -.
      ps: mi hai convinta, l’ho già iniziato….

  4. Palmy ha detto:

    Lo annoto! Vieni a darmi i tuoi suggerimenti per un laboratorio di lettura?

  5. alessandra ha detto:

    Sai che, prima di questo post, non pensavo di leggere il libro? non so perchè, forse non ho più speranze per un marito perfetto e, vada come vada, mi tengo quello che ho?
    In realtà e non so perchè mi si era “insediata” la convinzione che si trattasse della serie “tipo Bridget Jones & co.”.
    Peccato non essermi ancora votata all’e-book!

    In bocca al lupo per la nuova destinazione (anche se la pw non l’ho ancora indovinata, ahimè).

    P.s. domani inizio a leggere La Cena ::))

  6. 'povna ha detto:

    Cì: credo che la scuola non posso che essere cara a tutti noi cittadini, perché ci riguarda tutti. Ed è un peccato vedere le tante storture, gli sguardi miopi, o ipermetropi, che invece intorno a questo mondo ci sono. Per questo per me è importante non discuterne mai come categoria, ma come cittadini. Credo, proprio come a te! (Io l’ho letto in treno durante gli esami dell’Onda, e spesso ridevo da sola nello scompartimento, mentre leggevo!).

    Palmy: leggero e intelligente, Con una grande passione per l’antropologia quotidiana.

    Alessandra: premesso che a me la Fielding piace, dunque non faccio testo, secondo me la definizione di semplice “romanzo rosa” è riduttiva, perché, questo libro, a rigor di termini, ha più della classificazione saggistica che del romanzo vero e proprio. E’ un manuale sotto la falsa riga del catalogo, in cui spiccano l’autoconsapevolezza e l’ironia. Sull’e-book, non è mai troppo tardi, dai! (Fammi sapere per La cena!).
    ps. per la pw, se mi scrivi a lapovna@gmail.com te lo mando in pvt.

  7. Ecco una bella lettura fresca e leggera come ci vuole d’estate!Se strappa anche tanti sorrisi come dici è l’ideale!grazie e buon weekend!

  8. Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: “Restaurant Man”

  9. Palmy ha detto:

    Ti ringrazio in anticipo se riesci a linkare il mio prossimo post del venerdì del libro su homemademamma… io non potrò ;-)

  10. Stefania ha detto:

    Anche se ho una lista d’attesa piuttosto lunga lo aggiungo molto volentieri!

  11. 'povna ha detto:

    Palmy: farò il possibile, anche se sarò fuori anche io (ma con computer appresso) – la prossima settimana vagolo un po’, come piace a me, insieme ad amico treno!

    Stefania: come dicevo, piacevole e anche in sconto e-book! ;-)

  12. ToWriteDown ha detto:

    Ogni tanto bazzico nel blog della biondaprof e avevo leto della sua fatica letteraria: mi fa piacere che tu ne abbia parlato, anche io avevo travisato il genere :-)
    Buone passeggiate

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